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Intesa batte le attese, confermata la cedola

Intesa Sanpaolo batte nel trimestre le attese degli analisti, si attende per la fine dell’esercizio una «redditività operativa stabile» e conferma la distribuzione del dividendo in linea con quello dello scorso anno. Quanto basta per sostenere in Borsa il titolo dell’istituto che ieri ha segnato a fine seduta un rialzo del 5,19%, la performance migliore del Ftse Mib.
Il gruppo ha archiviato il terzo trimestre con un utile di 414 milioni in calo dell’11,9% rispetto ai 470 milioni del trimestre precedente, ma sostanzialmente per effetto del maggiore onere fiscale dato che hanno pesato imposte per 454 milioni di euro. Tolte le componenti non ricorrenti il risultato netto normalizzato nel terzo trimestre è di 292 milioni, rispetto ai 289 milioni del secondo trimestre. Nei primi nove mesi il risultato netto ammonta a 1,68 miliardi in calo del 12,5 per cento.
In particolare, i ricavi nel solo trimestre sono cresciuti del 7,6% a 4,44 miliardi a fronte di oneri in calo del 3,4% a 2,1 miliardi. Nel conto economico della banca spicca poi un balzo del risultato dell’attività di negoziazione che è ammontato a 623 milioni di euro (comprensivi di 327 milioni di plusvalenza derivante dal buy back di propri titoli subordinati e senior) rispetto ai 161 milioni del secondo trimestre 2012.
L’insieme dei fattori ha fatto così segnare al risultato della gestione operativa un progresso del 20,6% sul trimestre precedente a 2,27 miliardi registrando il valore più elevato dal 2009, mentre il risultato corrente al lordo delle imposte è stato di 962 milioni di euro (+31,6% sul trimestre precedente), circa il quadruplo dei 224 milioni del terzo trimestre 2011.
In ulteriore miglioramento la patrimonializzazione della banca con un core tier 1 all’11,1% (10,1% al 31 dicembre 2011). «Gli importanti risultati che siamo stati in grado di conseguire nei primi nove mesi dell’anno ci pongono nelle condizioni di confermare per il 2012 la distribuzione di un dividendo almeno di pari entità a quello distribuito a valere sul 2011», ha spiegato il ceo di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani. «Vedo la banca ben proiettata verso posizioni di eccellenza, non solo a livello nazionale ma anche in raffronto ai colossi europei».
Cucchiani ha osservato che «in un contesto recessivo altamente penalizzante per il settore bancario Intesa ha ulteriormente incrementato la propria forza patrimoniale: il Core Tier 1, infatti, negli ultimi nove mesi è balzato dal 10,1% all’11,1%, dopo l’accantonamento pro quota dei dividendi (pari alla quota di nove mesi su 822 milioni pagati per l’esercizio 2011); anche il parametro Eba è salito dal 9,2% al 10,3%». Abbastanza per fare dell’istituto – ha ribadito – una delle pochissime banche al mondo ad aver già abbondantemente superato i futuri requisiti di Basilea 3, non solo per quanto concerne il capitale ma anche in tema di liquidità». In proposito la banca può contare su 110 miliardi di attività liquide e disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche centrali pari a 61 miliardi di euro.
Sul piano reddituale, ha aggiunto il ceo, la banca «ha registrato risultati rilevanti: il margine operativo è cresciuto del 17,8% ed è ai massimi livelli dal 2009. Ciò assume un valore particolare alla luce degli accantonamenti assai robusti e più che prudenziali, un segnale ulteriore della forza del nostro stato patrimoniale».
Nel trimestre il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette è stato pari a 1,31 miliardi, rispetto ai 1.155 milioni del secondo trimestre 2012. Sui nove mesi, gli stanziamenti a fronte dei rischi creditizi sono saliti del 48% sullo stesso periodo del 2011 a 3,3 miliardi a fronte di crediti in sofferenza e incaglio saliti del 33 per cento.

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