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Intesa, battaglia con il board Ubi. La partita arriva all’Antitrust

Intesa Sanpaolo si presenta stamattina alle 10 in Antitrust a Roma per la discussione sui rilievi relativi all’eccessiva concentrazione nel mercato bancario che si verrebbe a costituire in caso di successo dell’ops su Ubi Banca. Insieme con Intesa Sanpaolo saranno presenti la banca scalata, Bper — istituto che rileverà 532 sportelli ex Ubi da Intesa Sanpaolo, Unipol (primo azionista di Bper) e la Fondazione Banco del Monte di Lombardia, azionista rilevante di Ubi. Sarà un incontro decisivo davanti all’autorità presieduta da Roberto Rustichelli per Intesa Sanpaolo per illustrare i rimedi che dovranno risolvere il nodo della concentrazione eccessiva in alcune aree del Paese e in alcuni segmenti di mercato; proprio per questo motivo domenica è stato raggiunto con Bper un accordo che alza da 400-500 a 532 le filiali da passare e soprattutto aumenta di 4,5 miliardi (tutti in bonis) i crediti che diventeranno della banca emiliana. In totale passeranno all’istituto guidato da Alessandro Vandelli con 29 miliardi di depositi, 31 miliardi di raccolta indiretta e 26 miliardi di euro di crediti netti.

In base a come andrà l’udienza si capirà anche se la Consob potrà o no avviare la pubblicazione del prospetto sull’Ops entro i tempi stimati inizialmente da Intesa Sanpaolo, ovvero per luglio così da avviare nel mese l’offerta ai soci della banca guidata da Victor Massiah.

L’istituto guidato da Carlo Messina intanto ha già incassato ieri altri due via libera importanti. Ieri sera la presidenza del Consiglio dei Ministri ha confermato la non applicabilità della cosiddetta «golden power» alla Ops nei confronti di Ubi «considerata l’italianità di Intesa Sanpaolo». In mattinata aveva invece incassato l’autorizzazione preventiva dell’Ivass, l’autorità di vigilanza sulle assicurazioni, all’acquisizione indiretta di una partecipazione di controllo in Popolari e di partecipazioni qualificate in Aviva Vita e Lombarda Vita, le società di Ubi nella bancassicurazione, nonché l’ok delle autorità lussemburghesi all’acquisto di Pramerica management company Sa (Lussemburgo). È un nuovo semaforo verde che si aggiunge a quello della Bce. Toccherà nel frattempo al board di Ubi pronunciarsi sull’ops. Intesa Sanpaolo ha richiamato con una lettera i consiglieri a non violare la «passivity rule». Ma non è detto che la banca scalata non trovi il modo di reagire.

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