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Intesa apre il dossier Allfunds I fondi pronti a offrire 2 miliardi

«Sarò felice di avere eventuali altri contributi straordinari dalla cessione di partecipazioni», aveva detto Carlo Messina due settimane fa, presentando agli analisti i conti del terzo trimestre di Intesa Sanpaolo. Tanto per cambiare si parlava di utili, del target 2016 (ormai praticamente centrato) di 3 miliardi e soprattutto dei quattro promessi per l’esercizio 2017. Risultato perseguito con ogni sforzo ma non facile visti i tassi bassi, dunque ben vengano – ragionava Messina – eventuali plusvalenze da cessioni, come gli 850 milioni ottenuti grazie alla vendita di Setefi in via di finalizzazione: un nuovo dossier, a questo proposito, da qualche settimana sarebbe sulla scrivania del manager, e riguarderebbe la quota del 50% di Allfunds bank, formalmente in capo a Eurizon capital.
Una piattaforma per la selezione e la negoziazione di fondi costituita nel 2000 da Santander, da cui Sanpaolo Imi tre anni dopo aveva acquistato il 50% portato poi in dote ai tempi della fusione con Intesa. Oggi l’assetto è rimasto quello di allora, ma intanto le masse amministrate hanno toccato i 200 miliardi di euro, con un utile netto consolidato che lo scorso anno ha superato i 68,9 milioni, a fronte dei 46,3 del 2014. Secondo fonti di mercato, per la quota attualmente in carico a Intesa Sanpaolo (attraverso Eurizon) per circa 140 milioni si profilerebbe una ricca plusvalenza visto che il deal potrebbe vedere una valorizzazione della quota intorno al miliardo.
È una delle tipiche partecipazioni, si sarebbe valutato nelle scorse settimane in Ca’ de Sass, che possono essere estromesse dal perimetro societario senza particolari ripercussioni operative, e in quest’ottica secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore in una prima fase per la piattaforma il gruppo si sarebbe valutata la quotazione in Borsa. Ora, invece, si punterebbe a una cessione ai fondi: secondo quanto riportato da Reuters, diversi operatori di private equity si sarebbero fatti avanti, al punto che ora sia Intesa sia il Santander punterebbero a chiudere la vendita entro la fine dell’anno.
In particolare, sempre secondo Reuters, Bain Capital e Advent starebbero ragionando per un’offerta congiunta fino a due miliardi per il 100% della società: i due fondi, insieme a Permira, hanno già rilevato Icbpi e poi con esso hanno acquistato sempre da Intesa la controllata Setefi, un altro deal che ha portato in dote al gruppo di Carlo Messina una plusvalenza da 895 milioni ma che ancora deve essere finalizzato in questo trimestre.
Ma a puntare gli occhi sulla società ci sarebbero anche Cinven, Permira, Bc Partners e Heliman & Friedman: Intesa Sanpaolo avrebbe già individuato Morgan Stanley come advisor, mentre il Santander sarebbe ancora alla ricerca.
Sempre a proposito di partecipazioni in fase di cessione, ieri il presidente della banca, Gian Maria Gros-Pietro, ha parlato della quota in Banca d’Italia, di cui il gruppo risulta ancora primo azionista ma che dal 2017 vedrà riconosciuti i dividendi solo per il 3%: «La vendita di quote richiederà tempo, ma siamo fiduciosi», ha detto Gros-Pietro . «È un investimento redditizio, solido e poco per volta si sta creando un mercato – ha spiegato Gros-Pietro -: È chiaro che le norme che disciplinano la circolazione hanno molto limitato questa circolazione. Noi siamo fiduciosi che questo mercato sarà estremamente interessante per investitori di lungo termine».

Marco Ferrando

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