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Intesa apre il cantiere per il nuovo cda Tempi stretti per le liste di candidati

Mancano tre mesi e mezzo all’assemblea di Intesa Sanpaolo del prossimo 30 aprile, cui toccherà nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione. Ma a Ca’ de Sass sono già iniziati i lavori in vista dell’appuntamento assembleare che dovrà definire i nuovi assetti di governance.
Nel cda di martedì scorso, a quanto risulta al Sole 24Ore, è stato dato formalmente il via al “cantiere” per il rinnovo: sul tavolo del Cda è arrivata una prima bozza della relazione di autovalutazione del Cda uscente. La road map prevede che, una volta approvato nel corso delle prossime settimane, il documento venga integrato con le due relazioni di autovalutazione dei due board precedenti. È su questa base che il Consiglio potrà iniziare a lavorare sulla relazione sulla composizione quali-quantitativa ottimale del cda. Un documento, quest’ultimo, di fondamentale importanza: perché fornirà agli azionisti e al nuovo consiglio di amministrazione tutte le indicazioni affinché i candidati alle future liste siano adeguati alle responsabilità che andranno ad assumere. Tra i poteri attribuiti al board uscente, come previsto dalla Bce, c’è infatti la facoltà di prevedere raccomandazioni, condizioni oppure obblighi nelle decisioni relative alle verifiche di professionalità e onorabilità. Secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, in linea con precise indicazioni ricevute dalla Vigilanza, si prevederà un rafforzamento delle competenze in ambito di sviluppo internazionale e fintech, due skills che i nuovi consiglieri dovranno portare in dote al prossimo board.
Ci sarà tempo fino al 26 febbraio per lavorare sul testo, data entro la quale il documento dovrebbe essere approvato così da essere poi depositato la settimana successiva. Pronte le caselle ideali, ai soci resterà un mese per decidere con chi riempirle: trenta giorni prima dell’assemblea, e quindi a fine marzo, andranno depositate le liste.
Le prossime settimane saranno dunque decisive. Scontata, come da tradizione, pare la presentazione di una lista di minoranza da Assogestioni: ai fondi istituzionali – se confermato, come pare, il board a 19 membri – dovrebbero andare cinque posti, tra cui il presidente del comitato di controllo. Realistico tuttavia che una parte del voto dei fondi – che oggi oramai rappresentano il 65-70% del capitale – converga sulla lista di maggioranza. Alla Compagnia di San Paolo, oggi primo socio con il 6,79%, il ruolo di pivot assieme a Cariplo (4,3%) per la costruzione di una lista cui andranno i restanti 14 consiglieri. Punto fermo è il nome di Carlo Messina per la carica di ceo, mentre Gian Maria Gros-Pietro, in quanto uscente, è in pole position per il ruolo di presidente, complice il feeling con il ceo. Però il via libera definitivo da parte di tutti ancora manca, a partire dal presidente di Cariplo, Giuseppe Guzzetti: il confronto entrerà nel vivo a febbraio. A dare un sostegno implicito all’attuale presidente, tuttavia, è stato lo stesso presidente della Compagnia Sanpaolo Francesco Profumo, che in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore lo scorso dicembre, ha evidenziato come il Cda uscente in questo triennio abbia lavorato «bene», aggiungendo poi che «alla banca serve un board adeguato alle nuove sfide».

Luca Davi

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