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Intesa, Abertis pronta per la Serenissima

È (probabilmente) all’ultimo miglio la tormentata cessione della quota della Serenissima di Intesa Sanpaolo ad Abertis. Nei giorni scorsi, infatti, gli spagnoli, avrebbero ottenuto un finanziamento da 600 milioni da un pool di banche spagnole guidato da CaixaBank: Intesa e gli altri soci cederanno ad Abertis la quota di controllo di A4 holding, in cambio riceveranno la somma cash che il gruppo iberico a sua volta rimborserà nei prossimi sette anni agli istituti finanziatori.
L’esclusiva a trattare era scattata in estate, poi è stata prorogata a fine ottobre e quindi nuovamente a fine dicembre. Ora la deadline è fissata al 31 marzo, e – secondo quanto si apprende – quest’ultima scadenza dovrebbe essere rispettata: la settimana scorsa si sono intensificati i contatti tra i soci venditori (Intesa Sanpaolo, vera promotrice della vendita che partecipa anche tramite Equiter al capitale, la famiglia Tabacchi e il gruppo Astaldi) e Abertis, e le prossime settimane saranno decisive per il closing.
La partita è industriale e finanziaria, ma in ballo c’è il (probabile) ingresso degli spagnoli su un mercato sensibile come quello delle autostrade e la conseguente emarginazione dei piccoli soci pubblici, dunque i risvolti politici non mancano. E così si spiegano i tempi, lunghissimi, di una cessione che avrebbe potuto concludersi l’estate scorsa. Ormai però le premesse sembrano esserci tutte. La recente intesa tra Regione Veneto, Provincia di Trento e Governo sul collegamento tra la Valdastico Nord e Trento di fatto ha spianato la strada al prolungamento fino al 2026 della concessione anche sulla Brescia-Padova (l’asset più ghiotto in pancia alla A4 holding), sul quale gli spagnoli volevano certezze prima di buttarsi nella partita. Poi, l’accordo dei giorni scorsi con gli istituti iberici che di fatto ha messo in mano ad Abertis quel che occorre per l’acquisizione: 600 milioni, secondo indiscrezioni non smentite della stampa spagnola, ottenuti da un pool che oltre a Caixa comprende Bbva, Santander, Banco Popular, Bankinter, Unicaja e Sabadell.
L’offerta targata Abertis valorizza l’intera A4 holding circa 1,2 miliardi. A passare di mano, però, saranno il 44,5% di Re.Consult (che fa capo ad Astaldi al 31,8%, alla famiglia Tabacchi per il 2,2% e per il resto a tre holding controllate a vario titolo da Intesa Sanpaolo) e l’altro 6,5 di Equiter, altro veicolo di Ca’ de Sass. In totale, dunque, il deal dovrebbe ammontare a circa 600 milioni, una cifra in linea con il valore di bilancio di Intesa, seguita da Banca Imi nell’operazione, che da tempo ha inserito la A4 holding tra le partecipazioni non core in via di cessione. In campo, in origine, c’erano anche Atlantia, F2i e Macquarie, ma già ad agosto aveva avuto la meglio il gruppo iberico, assistito per l’occasione dagli advisor Mediobanca e Leonardo & Co.
Tra gli asset che fanno capo alla finanziaria – che tra i soci vede anche enti pubblici per il 32,2% e il Banco Popolare per il 2,7% – la Brescia-Padova, circa 150 chilometri perfettamente inseriti tra la direttrice Torino-Trieste e la nuova BreBeMi, poi la A31 Vicenza-Piovene Rocchetta e la Serenissima costruzioni Spa.
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