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Intesa, 2,3 miliardi di utili Il miglior risultato dal 2008

«I risultati sono notevoli perché conseguiti in un contesto sfidante, più complicato del previsto, che mostra però alcuni segni di miglioramento in giugno e luglio». Così Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, ha commentato ieri in conference call i conti del primo semestre 2019, chiuso con un utile netto di 2,26 miliardi in crescita del 4%. «È il miglior risultato netto semestrale dal 2008»,cioè dalla grande crisi «ed escludendo gli oneri relativi ai contributi versati a supporto del sistema bancario, si attesta a 2,5 miliardi». Messina ha aggiunto che la banca conferma «l’obiettivo di un risultato netto a fine anno superiore a quello 2018 e allo stesso tempo un pay out ratio dell’80%, in linea con l’impegno di premiare gli azionisti con un significativo dividendo».

Intesa Sanpaolo ha inoltre annunciato ieri la partnership strategica con Prelios sui crediti classificati come inadempienze probabili (Utp), operazione che Messina ha definito «innovativa, la più grande di questo tipo nel mercato italiano e un benchmark su come gestire questa asset class con un operatore specializzato» (gli advisor finanziari sono Rothschild e Banca Imi per Intesa, Mediobanca per Prelios). Con un accordo decennale «affidiamo in gestione a Prelios un portafoglio di inadempienze probabili pari a 6,7 miliardi lordi, e ne cediamo per un valore lordo di 3 miliardi e netto di 2». Messina ha sottolineato che Intesa Sanpaolo anticipa così di un anno gli obiettivi sui crediti deteriorati indicati nel piano 2018-2021. Nel semestre la qualità del credito è migliorata con lo stock dei crediti deteriorati diminuito del 4,6% al livello più basso dal 2009 «senza oneri straordinari per gli azionisti». Nei primi 18 mesi del piano, ha indicato Messina, grazie anche alla accelerazione registrata con l’accordo con Prelios, «è già stato raggiunto circa l’80% del target previsto per l’intero quadriennio». Il ceo ha poi definito la «solidità patrimoniale» dell’istituto «ben superiore ai requisiti regolamentari, è in aumento e ci posiziona ai vertici del settore in Europa». Il Cet 1 ratio a fine giugno si colloca al 13,9%. «Mostra quindi un eccesso di circa 460 punti base rispetto a quanto richiesto. Abbiamo più di 12 miliardi di capitale in eccesso a fronte dei 13,4 miliardi di dividendi cash pagati negli ultimi 5 anni».

Da gennaio a giugno la banca ha erogato in Italia 21,5 miliardi di nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese. La nota della banca sottolinea che le aziende riportate in bonis sono 10 mila nel primo semestre dell’anno e 103 mila dal 2014, con posti di lavoro preservati pari rispettivamente a 50 mila e 500 mila. L’istituto conferma poi l’impegno verso il Terzo settore: «Siamo il motore dell’economia sociale» , ha detto Messina, «con dividendi distribuiti che si sono tradotti in erogazioni delle fondazioni azioniste pari a oltre la metà di quelle effettuate da tutte le fondazioni bancarie italiane».

Sempre in conference call con gli analisti l’amministratore delegato ha segnalato che il gruppo «non ha alcuna necessità di fare operazioni di riduzione della quota dei titoli di Stato e la mia aspettativa è quella di poter avere ancora risulta ti eccellenti». Inoltre Intesa «potrebbe avere qualche positività e interesse a continuare ad avere accesso al mercato Tltro». Un’eventuale partecipazione alla prossima serie di operazioni di rifinanziamento annunciata dalla Bce a partire da settembre dipenderà però solo da considerazioni relative a «prezzi e redditività», perché dal punto di vista della liquidità «la banca ha zero bisogno» di questo strumento.

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