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«Intervento proporzionato»: la Bce cerca di arginare Karlsruhe

Quando la Bce decide la sua politica monetaria lo fa con misure «proporzionate», che garantiscono la limitazione di «potenziali effetti collaterali», rispettano il divieto del «finanziamento monetario» e non sconfinano nella politica fiscale. È quanto è stato scandito ieri a chiare lettere con la pubblicazione del verbale della riunione del Consiglio direttivo che lo scorso 3-4 giugno ha deciso di aumentare il programma di acquisti per l’emergenza pandemica di altri 600 miliardi. Le ampie argomentazioni sui programmi di acquisto Pepp da 1.350 miliardi e Paa da 20 miliardi al mese con dote aggiuntiva di 120 miliardi sono state fatte dal capo economista Philip Lane e rappresentano, in via indiretta, la risposta della Bce a rilievi e dubbi sollevati in una sentenza del 5 maggio dalla Corte costituzionale tedesca sul programma di acquisto dei titoli di Stato.

Il Pepp e l’App sono «misure proporzionate nelle attuali condizioni per raggiungere l’obiettivo della stabilità dei prezzi», anche perché «nella messa a punto di questi programmi sono state inserite sufficienti garanzie per limitare potenziali effetti collaterali tra cui il rischio di “fiscal dominance” e per rispettare il divieto di finanziamento monetario», chiarisce il verbale. Per il Consiglio, l’economia dell’Eurozona «sarebbe andata molto peggio senza gli stimoli derivanti dall’acquisto di asset». E «gli effetti collaterali negativi finora sono stati chiaramente superati dagli effetti positivi sull’economia nella ricerca della stabilità dei prezzi», nel contrastare «le forze della disinflazione e aiutare a evitare i rischi di deflazione nell’Eurozona».

Ieri stesso, la Bce ha rafforzato l’azione straordinaria per arginare la crisi senza precedenti del coronavirus: ha lanciato Eurep, strumento eccezionale per fornire liquidità in euro alle banche centrali fuori dall’Eurozona, a fronte di collaterale. La facility, ulteriore passo verso lo sviluppo dell’euro come valuta globale, vuole essere una «rete precauzionale» per fronteggiare «le necessità di liquidità in euro dovuta alla pandemia fuori dall’Eurozona». Sarà disponibile fino a giugno 2021.

La Bce inoltre ha deciso, secondo fonti bene informate, di mettere a disposizione delle autorità tedesche documenti e rapporti riservati, usati nelle riunioni del Consiglio, al fine di disinnescare la mina della sentenza della Corte costituzionale tedesca riguardante il programma di acquisti di titoli di Stato Pspp avviato con il Qe del marzo 2015 e ora in corso con un secondo Qe e che ha portato il portafoglio Bce di titoli di Stato a quota 2.218 miliardi. I giudici di Karlsruhe hanno dato al governo di Angela Merkel e al Parlamento tedesco tre mesi di tempo per confermare che la Bce effettua analisi approfondite sui costi e sui benefici delle decisioni di politica monetaria, sugli impatti economici e fiscali nel rispetto della proporzionalità. Governo e Parlamento sono tenuti a fare questa verifica, secondo la Corte, per garantire il rispetto della Costituzione tedesca.

La decisione della Bce di mettere a disposizione delle autorità tedesche documentazione riservata, per rafforzare i contenuti dei verbali, ricalca quanto già fatto dalla Banca in occasione del parere della Corte di giustizia europea sul Pspp, che è stato positivo. Questo è quel che conta per la Bce, soggetta giuridicamente alla sola Corte europea.

In una recente intervista al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha sostenuto che il problema sollevato dalla sentenza di Karlsruhe andrà risolto in modo da «rispondere adeguatamente alla Corte tedesca e al tempo stesso mantenere l’indipendenza di Bce e Bundesbank». Nel caso di mancato chiarimento entro tre mesi, i giudici di Karlsruhe hanno chiesto alla Buba di abbandonare il programma Pspp. Sebbene la Bce sarebbe in grado di continuare senza problemi il Qe, con le 18 banche centrali nazionali dell’Eurosistema in grado di ripartirsi la quota degli acquisti della Bundesbank, l’uscita della Banca centrale tedesca dal Qe provocherebbe un danno devastante all’indipendenza e alla credibilità della potenza di fuoco della Bce.

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