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Internet veloce in 224 città «Il futuro arriva in Italia»

«Entro il 2020 tutta Italia viaggerà su Internet ad almeno 30 mega. E il 50% del territorio potrà navigare a 100 mega. È arrivato il futuro anche in Italia». Matteo Renzi annuncia così da Palazzo Chigi il piano di Enel con partner privati (Vodafone e Wind) per andare come razzi sul web. Al suo fianco l’ad del colosso energetico, Francesco Starace, e i sindaci Andrea Romizi (Perugia), Massimo Zedda (Cagliari), Antonio Decaro (Bari), Luigi Brugnaro (Venezia) e Enzo Bianco (Catania). Il programma nei prossimi 4 anni arriverà in 224 città e si comincia proprio da questi cinque Municipi (seguiti da Firenze, Genova, Napoli, Palermo e Padova), per un investimento totale di 2,5 miliardi.

«Noi oggi presentiamo un progetto di Enel che è molto innovativo, coinvolge tutto il territorio e dimostra che le opere pubbliche, sulle quali noi stiamo lavorando, sono la nostra cifra costitutiva — sottolinea il premier —. Il governo è qui per realizzare le cose che per anni non si sono fatte. Siamo qui per questo. Siamo qui per sbloccare le opere, compresa la banda larga, e siamo sempre pronti a dare una mano a quei soggetti, pubblici e privati, che danno una mano all’Italia a sbloccare i progetti». Chiaro il riferimento alle polemiche dei giorni scorsi sull’inchiesta che ha spinto alle dimissioni Federica Guidi da ministro dello Sviluppo economico. «Intanto nelle aree a fallimento di mercato (cluster C e D) — precisa Renzi — la prima gara partirà il 29 aprile, stessa data per celebrare i 30 anni di Internet in Italia con una grande festa a Pisa». Poi il presidente del Consiglio scherza su come si modificheranno le abitudini degli italiani con le reti ultraveloci: «La banda ultra larga cambierà radicalmente la vita nelle comunicazioni, nel modo di scaricare i programmi televisivi, penso alle trasmissioni di politica il martedì sera», dice con un sorriso.

Poi il microfono passa a Starace: «Le sinergie tra rete elettrica e fibra ottica daranno grandi risultati anche in termini di costi. E vogliamo ripetere questa esperienza fuori dall’Italia. Gestiremo questa rete, ma non faremo gli operatori telefonici. Questa è una struttura aperta e non esclusiva». Poi l’ad di Enel ricorda l’accordo con Vodafone e Wind (che hanno 5 milioni di clienti totali) in 224 città. La partnership con Enel «va oltre un accordo commerciale e porta l’Italia all’avanguardia nello sviluppo dei servizi in fibra», commenta Aldo Bisio, ad di Vodafone. A chi gli fa notare che nel progetto manca un colosso come Telecom, Starace osserva: «Sarebbe fantastico se Telecom facesse parte della partita». Dopo l’allarme dei sindacati su una possibile esubero di 15-20 mila lavoratori in Telecom per il Piano Enel, Vivendi, azionista al 24,9% dell’azienda telefonica, precisa: «Siamo in Italia per sviluppare e investire nel lungo periodo e non per ridurre gli organici».

Francesco Di Frischia

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