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Internet tv: il piano (semplice) dei magnifici 4

di Maria Teresa Cometto

Il sogno di noi telespettatori con un quoziente medio di «intelligenza tecnologica»? Un telecomando semplice, senza mille tasti incomprensibili, facile da usare senza impazzire con il manuale delle istruzioni. Pare che il compianto creatore di Apple, Steve Jobs, volesse realizzare quel sogno e ci fosse anche vicino, secondo la sua biografia scritta da Walter Isaacson e appena uscita. Mentre proprio il disegno sbagliato del telecomando — troppo complesso e simile alla tastiera di un computer — è uno dei motivi per cui la prima Google TV, fabbricata da Sony con Logitech e uscita un anno fa, è stata un flop commerciale.
Nella corsa fra i due acerrimi nemici Apple e Google a conquistare i nostri salotti con la smart tv (televisore collegato a Internet) possono però emergere vincenti altri due grandi protagonisti dell'high-tech: Amazon.com con il suo Kindle Fire e Microsoft con l'Xbox. Anche se un prodotto funzionante davvero secondo i desideri dei consumatori sembra ancora lontano. Ecco che cosa aspettarsi dai quattro marchi citati.
Il confronto
Iniziamo da Apple. Finora l'azienda di Cupertino ha venduto solo un box che collega il televisore a Internet, senza entusiasmare i fan. Un anticipo della vera iTv si vede nell'ultimo iPhone 4S con il software d'intelligenza artificiale Siri, che riconosce la voce ed esegue i comandi dettati dal padrone dello smartphone. La stessa tecnologia dovrebbe essere applicata alla «televisione intelligente», rimpiazzando l'obsoleto telecomando: potremo parlare al televisore e chiedergli: «Fammi vedere l'ultimo episodio di Glee», o: «Registrami la partita di domenica», o ancora: «Cerca il notiziario locale», e goderci lo show in poltrona.
Secondo Gene Munster, analista di Piper Jaffray specializzato in media, Apple sta lavorando a un prototipo di iTv da settembre e potrebbe lanciarla fra la fine del 2012 e l'inizio del 2013. Sull'iTv si vedrebbero non solo tutti i normali canali, ma anche i video (film, telefilm, eccetera), scaricati online dal negozio iTunes e poi immagazzinati nell'iCloude, la «nuvola» di Apple.
Veniamo a Google. Sta uscendo una versione aggiornata della Google Tv, con un software migliore e nuove applicazioni, fra cui una che permette di accedere a decine di migliaia di film e programmi tv disponibili con gli abbonamenti a Netflix, Amazon.com e servizi simili. Google ha precisato che non vuole sostituire la tv tradizionale, ma aggiungere opportunità d'intrattenimento: un tentativo di superare l'ostilità dei canali televisivi, che finora hanno bloccato l'accesso ai propri contenuti online sulla Google Tv.
Non è chiaro invece se la tastiera-telecomando sarà messa in soffitta. Ma il pezzo più importante della strategia di Google è la creazione di 100 nuovi canali sul suo sito di video YouTube: 25 ore di programmi originali al giorno creati da professionisti insieme a star del calibro di Madonna. Tutto gratis per gli utenti, a partire dal 2012, nella speranza di guadagnare con la pubblicità, che finora è stata riluttante ad associarsi ai video amatoriali di YouTube.
L'attacco di Kindle
Quanto ad Amazon.com, i clienti americani del negozio online più grande al mondo in questi giorni notano due cose quando visitano il suo sito: la pubblicità di Kindle Fire, il nuovo tablet concorrente dell'iPad, in vendita dal 15 novembre; e, in testa ai settori di merci in vendita, i prodotti digitali con primi fra tutti i video. A volte appare anche una lettera del fondatore Jeff Bezos, che spiega come gli abbonati al servizio Prime (79 dollari all'anno per ricevere a casa qualsiasi cosa in due giorni senza altre spese) possono vedere «gratis» online decine di migliaia di film e programmi Tv, scaricandoli sull'apparecchio preferito, compreso il Kindle Fire e conservandoli nel Cloud Drive. Ai non abbonati, Amazon.com offre anche l'affitto dei video, servizio che invece Apple ha cancellato ma che piace agli utenti. E c'è chi ipotizza che dopo il Fire Bezos abbia in cantiere la smart tv.
Infine c'è Microsoft. Steve Ballmer ha appena annunciato che 40 società dello show business produrranno contenuti per la sua console di videogiochi Xbox, che potrebbe essere la piattaforma di partenza per le ambizioni di Microsoft nel settore tv: il sistema Kinect che controlla Xbox con la voce e i movimenti potrebbe essere la soluzione per il «telecomando intelligente».

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