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Internet e documenti, agenda digitale al via

Digitale e startup «mezzi per cambiare l’Italia». Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera il Decreto Sviluppo e sono state queste, a caldo, le parole che il premier Mario Monti (si veda pagina 5) ha voluto dedicare al cuore del provvedimento sul quale ha lavorato in questi mesi il ministro dello Sviluppo Corrado Passera. Al centro dell’azione di Governo, oltre allo sviluppo delle nuove imprese le famose imprese startup, c’è la digitalizzazione del Paese. Con un obiettivo e un punta saldo: dai tribunali ai Comuni, agli ospedale, dai documenti d’identità ai certificati di malattia, la carta dovrà sparire.
Perché ciò possa accadere il testo prodotto parte con la necessità dell’istituzione di un sistema di monitoraggio “governativo e parlamentare” sul raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale europea. E va in questa direzione il via libera definitivo ai 150 milioni di euro per l’azzeramento del digital divide sulle banda larga fissa. Ma non solo, altra urgenza considerata è quella di andare verso un documento digitale unificato (carta d’identità più tessera sanitaria). In questo caso lo stanziamento iniziale è di 30 milioni che salirà a 82 milioni.
Tra i punti più attesi l’istituzione del domicilio digitale, che consiste «nell’avere una casella di posta elettronica certificata per eliminare gli invii cartacei da parte della pubblica amministrazione».
Dal 1° gennaio 2013, quindi, ogni cittadino potrà scegliere di comunicare con la pubblica amministrazione solo tramite un’email certificata, così come le aziende individuali che si iscrivono al Registro delle imprese avranno l’obbligo di indicare la propria Pec.
E ancora: fascicolo sanitario elettronico (si veda pezzo in fondo alla pagina), standardizzazione della procedura relativa alla trasmissione telematica dei certificati di malattia, con le Regioni che dovranno provvedere alla graduale sostituzione delle ricette cartacee per almeno il 60% nel 2013, l’80% nel 2014 e il 90% nel 2015.
Senza dimenticare i biglietti elettronici per il trasporto pubblico e l’imposizione per le pubbliche amministrazioni di rendere disponibili i dati in formato “aperto”.
C’è poi il capitolo scuola, che significa soprattutto libri digitali, che dovranno progressivamente affiancarsi ai cartacei, ma anche fascicolo telematico dello studente, quindi addio ai vecchi registi.
L’articolo 14 è invece tutto dedicato allo sviluppo della banda larga mobile, tenendo conto forse che gli operatori telefonici hanno speso l’anno scorso oltre 4 miliardi di euro per le frequenze Lte sulle quali si baseranno i cellulari di quarta generazione. La norma prevede «semplificazioni delle procedure amministrative e l’uso dell’autocertificazione.
E c’è anche un “regolamento interferenze” per affrontare il tema dei disturbi che la banda a 800 Mhz provoca sui canali del digitale terrestre, quindi una piattaforma che definisca le modalità di intervento a carico degli operatori «proporzionalmente alle interferenze riferibili a ciascuno dei singoli gestori».
Senza dimenticare la «messa a regime del sistema dei pagamenti elettronici nelle pubbliche amministrazioni», ma anche i tribunali digitali, con l’obbligo nei procedimenti civili, da parte delle cancellerie, di comunicare esclusivamente per via telematica.

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