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Intermediazioni, Iva più estesa

Il principio dell’ultimazione, posto a base della rilevanza delle operazioni Iva, va applicato anche alle intermediazioni, laddove una delle due parti sia stabilita al di fuori del territorio nazionale. Con la Norma di comportamento n. 187, la commissione Aidc per le norme di comportamento e di comune interpretazione interviene sull’applicazione della disposizione comunitaria (articolo 63 e seguenti della direttiva 2006/112/CE) risolvendo tre questioni.
La prima di esse riguarda la qualifica delle prestazioni di intermediazione al di fuori della categoria delle prestazioni cosiddette continuative, per le quali è prevista la rilevanza frazionata al momento del pagamento e, in ogni caso, alla fine dell’anno d’imposta. Sul punto l’Aidc osserva che un servizio, per essere periodico o continuativo, deve realizzare un flusso corrente di fornitura, ciascuna porzione della quale è di per sé significativa, in quanto il cliente ha la possibilità di usarne e goderne. In questo caso le forniture non possono esser mai “completate” negli stessi termini in cui lo sono le altre categorie di servizi: esse terminano quando cessa il flusso e non quando si sia raggiunto il loro completamento. Dal che discende l’inapplicabilità della qualifica “continuativa” alle intermediazioni.
Quale secondo aspetto, la Commissione affronta il tema della rilevanza temporale di queste operazioni, alle quali – se la controparte non è residente in Italia, si applica la regola generale dell’ultimazione, come prevede la norma europea, in luogo della deroga prevista dalla disposizione nazionale, secondo cui i servizi sono sempre rilevanti nel momento del pagamento ovvero dell’anticipata emissione della fattura. La conseguenza, per quanto riguarda i servizi soggetti ad imposta nel territorio in cui è identificato il committente (operazioni B2B), effettuati da o nei confronti di soggetti non residenti, siano essi comunitari ovvero extracomunitari, è l’abbandono della regola prevista dall’articolo 6, comma 3, Dpr 633/1972, che àncora l’effettuazione dell’operazione al pagamento del corrispettivo, ed il ripristino per essi della regola ordinaria prevista dall’articolo 63 della direttiva 2006/112/CE, cioè dell’ultimazione del servizio, sia in punto di fatto generatore che di momento di esigibilità dell’imposta.
Infine, la norma dell’Aidc interviene sulla definizione del termine della “ultimazione”, individuata in relazione alla norma civilistica (articolo 1748 codice civile) che fa discendere il diritto dell’agente alla commissione alla conclusione dell’affare tra agente e cliente del committente, con la semplice aggiunta dell’accettazione da parte della casa mandante, salvo il diverso accordo fra le parti.
L’intervento della commissione si manifesta tempestivo rispetto alle modifiche normative introdotte dalla legge di stabilità (228/2012) a riguardo delle regole di fatturazione e di determinazione del momento impositivo delle operazioni transfrontaliere, nelle quali, cioè, una delle parti sia stabilita in un altro Stato membro, ovvero al di fuori dell’Unione europea. Tenendo conto delle nuove disposizioni, la norma di comportamento provvede alla esemplificazione degli effetti dell’applicazione del momento impositivo europeo, collegato, cioè, all’ultimazione dell’operazione, dal quale discendono gli obblighi di fatturazione del prestatore e, specularmente, gli obblighi di integrazione dell’operazione, mediante applicazione dell’Iva nazionale, ex articolo 7-ter, del Dpr 633/1972. Inoltre, nel caso di mancata emissione del documento da parte dell’agente non residente, la Norma richiama l’obbligo di auto – fatturazione. Sulle sanzioni applicabili in caso di tardivo adempimento, la commissione Aidc osserva che si deve tenere conto del principio di proporzionalità e di assenza del danno erariale: sicché, ad esempio, se l’emissione dell’autofattura avviene oltre il termine previsto dalla legge ma comunque entro la chiusura del periodo di liquidazione dell’Iva nel corso del quale la prestazione è stata ultimata, ciò non comporta l’irrogazione di alcuna sanzione configurandosi, in tal caso, una violazione meramente formale.

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