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Interessi, spazio alle eccedenze

Perdite, interessi passivi e imposte anticipate: i contribuenti sono alle prese con i controlli in vista della scadenza per il versamento dell’Ires. Per chi fa slittare il pagamento al 18 luglio, fari puntati sulle modalità di ravvedimento in caso di successivi versamenti integrativi.
Scaduto il termine del 18 giugno, le imprese affrontano le prossime scadenze per il versamento delle imposte riferite all’esercizio 2011. Le società che, superando le soglie per gli studi di settore, non possono avvalersi della proroga al 9 luglio, hanno ancora tempo fino al 18 luglio (30 giorni dal 18 giugno, come si esprimono le istruzioni al modello Unico 2012 Pf) con la maggiorazione dello 0,40%. Entro il 16 luglio devono invece versare l’Ires le società di capitali che hanno approvato il bilancio a giugno o a luglio avvalendosi del differimento a 180 giorni previsto dall’articolo 2364 del Codice civile.
Sull’applicazione dello 0,40%, in presenza di versamenti insufficienti, sono sorti taluni contrasti interpretativi tra contribuenti e fisco, oggetto di commento da parte di Assonime nella circolare 18/2012. Per sanare una carenza nel versamento effettuato nel termine lungo del 16 luglio, i contribuenti applicano generalmente la sanzione ridotta da ravvedimento sulla sola eccedenza tra il versato e il dovuto. Ad esempio, in presenza un saldo versato a luglio per 95 (su cui si è applicato lo 0,40%), qualora si scopra a settembre che l’importo corretto era invece pari a 100, il ravvedimento si effettuerà commisurando la sanzione ridotta solamente ai residui 5.
In questi casi, taluni uffici ritengono invece tardivo anche il versamento originario (i 95 dell’esempio), in quanto inferiore al dovuto, applicando la sanzione del 30% su tutto l’importo (100). Assonime, nel ricordare che già la risoluzione 67/E/2011 sembra offrire lo spunto per superare la riguida impostazione ministeriale, segnala che diverse commissioni tributarie si stanno orientando nel ritenere efficace il versamento effettuato con lo 0,40% entro il 16 luglio, applicando il ravvedimento solo sul maggiore importo.
Passando ai controlli da svolgere, va in primo luogo verificata la corretta compensazione delle perdite pregresse, che le società di capitali, dal 2011, possono utilizzare nel limite dell’80% del reddito salvo che non si tratti di risultati formatisi nei primi tre anni dalla costituzione.
In presenza di entrambe le tipologie di perdite, risulterà conveniente utilizzare quelle a riporto integrale nel limite del 20% del reddito e azzerare il residuo 80% con le perdite limitate.
Per gli interessi passivi, è opportuno ricordare che, da questo esercizio, è possibile utilizzare eventuali eccedenze di Rol formatesi nel 2010. Le società di capitali deducono gli interessi passivi (al netto degli interessi attivi) nei limiti del 30% del Rol, cioè della differenza tra valore e costi della produzione al lordo di ammortamenti e canoni di leasing. Se in un esercizio (a partire dal 2010) il 30% del Rol supera gli interessi, l’eccedenza non viene persa ma si trasferisce in avanti e potrà essere sommata al 30% del Rol dell’esercizio successivo aumentando il plafond di deducibilità.
Il saldo Ires può inoltre essere influenzato dalla “trasformazione” di imposte anticipate in crediti di imposta effettuata in applicazione del decreto legge 225/10 integrato dal decreto legge 201/11. La norma, ricorda Assonime, riguarda non solo le banche e le società finanziarie, ma tutti i contribuenti.
Non trova ancora applicazione, nel calcolo del saldo Ires 2011, la nuova deduzione analitica dell’Irap riferita al costo del personale introdotta dal decreto legge 201/11 con effetto dall’anno 2012. Il Dl 16/12 ha esteso retroattivamente la deduzione, ma questa possibilità si attuerà (anche per l’Irap pagata nel 2011) solo attraverso un’apposita istanza di rimborso regolata da un futuro provvedimento dell’agenzia delle Entrate. Come ha rilevato Assonime, sarebbe stato più logico consentire ai contribuenti di applicare il regime già nel modello Unico 2012, anziché obbligarli a una successiva istanza di rimborso.

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