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Interessi sempre da specificare

di Salvina Morina e Tonino Morina

I nuovi accertamenti "imbarcano" le novità in tema di mediazione tributaria, per le liti fino a 20mila euro, con l'obbligo dell'istanza da presentare in via preliminare nei casi in cui il contribuente intende fare ricorso. Mentre l'amministrazione finanziaria dovrà sempre indicare in modo chiaro e dettagliato gli interessi addebitati.
L'agenzia delle Entrate ha infatti aggiornato le avvertenze sugli accertamenti da notificare a partire dal mese di aprile. La prima avvertenza riguarda la possibile definizione dell'accertamento con la riduzione delle sanzioni a un sesto. Nelle avvertenze, si legge che se il contribuente rinuncia a presentare ricorso e istanza di reclamo/mediazione o istanza di accertamento con adesione, può definire per intero l'accertamento in maniera agevolata, ottenendo la riduzione ad un sesto delle sanzioni. Per fruire della riduzione, si devono versare le somme complessivamente dovute per imposte, sanzioni e interessi entro il termine di presentazione del ricorso. La riduzione delle sanzioni è riconosciuta anche al contribuente che decide di pagare le somme dovute in modo rateale, sempre a condizione che la prima rata venga pagata entro il termine per presentare il ricorso. La sanzione da pagare non può essere, in ogni caso, inferiore a un sesto della somma dei minimi edittali, cioè degli importi minimi previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.
Un'importante novità in materia di nuovi accertamenti riguarda il calcolo degli interessi da pagare, che sono specificamente dettagliati, anche per superare le eventuali eccezioni che potrebbero formulare i contribuenti a seguito della sentenza n. 4516 della Cassazione, depositata il 21 marzo 2012. Per la Cassazione, in presenza di interessi indicati in modo cumulativo, è violato il principio di chiarezza. La Cassazione ha così annullato una cartella di pagamento, in quanto il calcolo degli interessi era stato fatto in modo criptico, senza le aliquote relative alle diverse annualità. Nella sentenza 4516 si legge che: «I giudici d'appello, dopo aver rilevato che l'indicazione degli atti presupposti poteva esser considerata sufficiente, perché intelligibile per il contribuente, hanno considerato che nella cartella viene riportata solo la cifra globale degli interessi dovuti, senza essere indicato come ci si è arrivati a tale calcolo, non specificando le singole aliquote prese a base delle varie annualità» violando pertanto il diritto di difesa del contribuente (si veda Il Sole 24 Ore del 22 marzo 2012).
L'agenzia delle Entrate, recependo in modo opportuno gli insegnamenti della Cassazione, nei nuovi accertamenti emessi illustra in modo chiaro e dettagliato le modalità di calcolo degli interessi. Le nuove avvertenze, infatti, specificano che sulle imposte accertate si applicano i seguenti tassi di interesse:
a) dal giorno successivo a quello di scadenza del pagamento e fino al 30 settembre 2009, il tasso del 2,75 per cento;
b) a partire dal 1° ottobre 2009 e fino al 31 dicembre 2009, il tasso del 4 per cento;
c) a partire dal 1° gennaio 2010 e fino alla data di versamento inclusa, maturano gli interessi al tasso del 3,5% annuo.
Nelle avvertenze viene inoltre richiamata, in caso di lite di valore non superiore a 20mila euro, la doppia possibilità per il contribuente di presentare l'istanza di adesione prima e, in caso di mancato accordo, l'istanza di mediazione dopo. Nei casi di presentazione di istanza di accertamento con adesione, il termine per la proposizione dell'eventuale, successiva istanza di mediazione, è sospeso per un periodo di 90 giorni dalla data di presentazione da parte del contribuente dell'istanza di accertamento con adesione, ai quali si aggiungono altri 46 giorni nel caso di termine che "cade" nel periodo di sospensione feriale, dal 1° agosto al 15 settembre.
Al riguardo, si ricorda che, in caso di accordo a seguito di istanza di accertamento con adesione, le sanzioni sono riducibili ad un terzo, mentre in caso di accordo a seguito di mediazione, le sanzioni sono riducibili al 40 per cento.

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