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Interessi esteri, tasse più light

Gli interessi sui finanziamenti erogati da operatori nazionali, a fronte di crediti a medio lungo termine ricevuti da soggetti esteri, non sono assoggettati a tassazione in Italia e sugli stessi non si applica alcuna ritenuta alla fonte. L’Agenzia delle entrate è intervenuta con la risoluzione n. 84/E per chiarire tale aspetto in materia di ritenute sugli interessi e sui redditi di capitale (articolo 26 del dpr n. 600/1973).

La risoluzione 84. La risoluzione tratta il caso di una banca austriaca senza stabile organizzazione in Italia, che eroga finanziamenti a medio e lungo termine ad imprese residenti in Italia. Per l’istituto bancario austriaco gli interessi ed altri proventi relativi a tali finanziamenti costituiscono redditi di capitale tassati nel proprio paese di residenza tuttavia la mancata applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’imposta poteva far sorgere il dubbio che nascesse l’obbligo per il percettore non residente di presentare la dichiarazione dei redditi in Italia al fine di assoggettare a imposta i suddetti interessi. L’Agenzia con la risoluzione in esame esclude come la tassazione di tali interessi a qualsiasi titolo

I temi ancora aperti. Se sulla tassazione degli interessi erogati a soggetti esteri sono stati fugati tutti i dubbi altri ne rimangono sul regime di esenzione, in particolare sulla definizione di «finanziamenti a medio e lungo termine» che secondo la Cassazione (sentenza del 29 marzo 2002 n. 4611) «non dovrebbe coincidere con quella di muto o prestito bancario. Finanziamento in senso proprio e più ampio, vuol dire invece provvista di disponibilità finanziarie, cioè possibilità di attingere danaro, in qualunque momento ciò sia necessario in base ad un impegno in tal senso assunto dall’istituto di credito, con l’obbligo di restituzione entro il termine (medio o lungo) previsto contrattualmente».

L’art. 26 del dpr 600/1973. La norma era stata introdotta nel nostro ordinamento per eliminare i rischio di doppia imposizione giuridica, che da un punto di vista economico viene traslato sul debitore. La norma quindi prevede che non si applichi alcuna ritenuta alla fonte se i finanziamenti sono erogati tra gli altri dalle seguenti categorie di soggetti: enti creditizi stabiliti negli stati membri dell’Unione europea, imprese di assicurazione costituite e autorizzate ai sensi di normative Ue.

Francesco Spurio

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