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Insufficienza da giustificare

La minima insufficienza riscontrata negli elaborati svolti durante l’esame per l’abilitazione all’esercizio della professione forense richiede una seppur minima giustificazione: a chiarirlo sono stati i giudici della I Sezione del Tar Lazio. Secondo quanto emerge dalla sentenza n. 7289/2013 infatti se è vero che la fissazione dei criteri con i quali procedere alla valutazione delle prove d’esame rientra nell’ambito della discrezionalità propria della commissione esaminatrice, per cui il suo operato «è insindacabile in sede di legittimità, non potendo il giudice sostituire la propria valutazione a quella effettuata dall’Amministrazione», è altrettanto vero che «ove tali decisioni si manifestino illogiche, irragionevoli ed irrazionali» si rende necessario l’intervento del giudice.

Così argomentando i magistrati amministrativi hanno accolto il ricorso presentato da un aspirante avvocato contro il verbale dal quale risultava che il punteggio complessivo attribuito ai suoi elaborati in sede di correzione era stato di 84 su 90 e che tale giudizio negativo non era stato in alcun modo motivato sebbene «l’attribuzione di un punteggio ai limiti della sufficienza imponeva di esternare la pur minima giustificazione in merito al complessivo voto attribuito»: in questo modo non gli era stato possibile comprendere le ragioni che avevano condotto i commissari ad una simile valutazione.

Tra gli altri motivi di censura il ricorrente lamentava anche l’esiguità del tempo impiegato per la lettura di tutti e tre i compiti, la qual cosa pareva indicare una scarsa attenzione prestata durante la correzione.

A detta del collegio giudicante «la sufficienza del voto numerico, senza ulteriori specificazioni in tanto può ammettersi, in quanto siano stati previamente determinati adeguati criteri di valutazione, che consentano di ricostruire ab externo la motivazione di tale giudizio»: nei casi dubbi quindi le sottocommissioni, «vincolate nelle operazioni di correzione degli elaborati alle disposizioni di cui al verbale redatto dalla Commissione «centrale» sono tenute ad integrare il voto assegnato con espressioni o manifestazioni tali da renderne percepibile il significato.

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