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Insolvenze, scudo di stato

Dopo il potenziamento delle garanzie pubbliche sul credito bancario arriva anche in Italia la «riassicurazione» di stato dei crediti commerciali. In sostanza, si tratta di una nuova «garanzia statale per l’assicurazione a breve termine», che lo stato rilascerà per evitare la paralisi del mercato assicurativo, che oggi copre nello Stivale qualcosa come 250 mld di euro di transazioni commerciali business-to-business l’anno, due terzi delle quali su clienti italiani e un terzo su controparti estere. La dotazione finanziaria, che il governo dovrebbe destinare a questo nuovo strumento balla tra 1,7 e 2 miliardi di euro.

Il tutto è contenuto nella bozza di decreto legge per il rilancio del paese; il governo, però, nelle ultime ore avrebbe deciso di dirottare il varo del nuovo strumento in sede di conversione in legge del decreto Liquidità (n. 23/2020).

Il meccanismo in questione, peraltro, è stato già adottato o è in fase di adozione presso altri stati dell’Unione (si veda ItaliaOggi del 30 aprile 2020). E questo, anche a seguito della comunicazione Ue sul quadro temporaneo per gli aiuti di stato, legato all’emergenza da Covid-19.

Come funziona. Sarà un apposito decreto ministeriale a definire l’operatività della nuova garanzia pubblica; questo avrà carattere d’urgenza e verrà emanato entro un mese dall’entrata in vigore del decreto legge.

La nuova garanzia dello stato interverrà per le operazioni inerenti rischi per crediti commerciali a breve, concluse entro l’anno. Cioè, non oltre il 31 dicembre 2020.

Le imprese di assicurazione interessate potranno aderire allo strumento di garanzia pubblica stipulando una nuova specifica convenzione. Una volta fatto, nel prestare la garanzia assicurativa alle aziende debitrici, avranno accesso all’ombrello statale.

Obiettivi e cause. Il nuovo sistema ha l’obiettivo di evitare che le assicurazioni private – a causa delle elevate incertezze ingenerate nel tessuto economico dall’emergenza Covid-19 – rinuncino a coprire i rischi da insoluto o da insolvenza. Paralizzando così l’intero sistema commerciale italiano, specie sul fronte delle esportazioni. Lo strumento definito dall’esecutivo, infatti, punta a preservare il sistema del finanziamento interaziendale e dovrebbe consentire la continuità degli scambi commerciali.

Questo perché il governo ha constatato che l’emergenza da coronavirus ha innescato «una «significativa contrazione degli scambi commerciali, il congelamento dei relativi crediti e il conseguente deterioramento della liquidità delle aziende italiane».

Tutto ciò è avvenuto, in particolare, per le microimprese e le pmi che utilizzano l’assicurazione credito per accedere a forme di finanziamento come il factoring, le anticipazioni e la concessione di finanziamenti interaziendali in forma di dilazione di pagamento.

I benefici. I tecnici dell’esecutivo si attendono dal nuovo strumento di riassicurazione pubblica sostanzialmente tre obiettivi:

1) la stabilizzazione fino al 31/12/2020 di un importo di transazioni commerciali compreso tra 20 e 35 miliardi di euro; in alternativa, queste potrebbero essere oggetto di provvedimenti restrittivi – come una riduzione o le revoche delle linee di credito assicurative – a causa del deterioramento del merito creditizio;

2) un certo supporto alla liquidità delle aziende italiane per equivalenti 20-35 miliardi di euro, grazie al mantenimento delle garanzie assicurative, attraverso lo smobilizzo dei crediti commerciali da parte del sistema bancario e delle società di factoring. In sostanza, l’idea sul tavolo del governo è di affiancare le società assicurative nel pagamento dei sinistri, mediante compartecipazione sulla base del modello già adottato in Germania;

3) un certo contenimento della prevista contrazione del pil sul biennio 2020-2021, rispetto al 2019, grazie all’azione del nuovo scudo protettivo sia per le aziende fornitrici, sia per le aziende debitrici (affidate). Il tutto finalizzato, ovviamente, a tutelare, a cascata, i relativi livelli di occupazione e le entrate tributarie attese dallo stato (in termini di imposte dirette e indirette).

Il mercato attuale. Oggi, l’assicurazione del credito commerciale a breve termine fornisce copertura a circa 1.000.000 tra aziende assicurate italiane e le aziende loro debitrici, attraverso 1,8 milioni di linee di credito assicurative, come detto per un importo complessivo di circa 250 mld di euro di transazioni commerciali l’anno.

Nelle stime dei tecnici di palazzo Chigi un budget da 2 mld di euro per la riassicurazione di stato sui crediti commerciali dovrebbe consentire «al sistema di mantenere le linee di credito coperte dalle compagnie di assicurazione ai livelli in essere antecedentemente all’emergenza sanitaria» da Covid-19».

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