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Inps apripista sull’incasso esecutivo

di Alessandro Rota Porta

Svolta nella riscossione Inps con l'emissione dei primi avvisi di addebito esecutivi che le aziende stanno ricevendo in questi giorni. La riforma del sistema di recupero crediti, introdotta dalla manovra estiva 2010 (decreto legge n. 78), ha infatti abbandonato lo strumento della cartella esattoriale (ruolo) dal 1° gennaio 2011 per passare alla notifica dell'avviso di addebito con valore di titolo esecutivo: come comunicato dall'istituto di previdenza con il messaggio n. 12782 del 14 giugno scorso – rivolto alle aziende che operano con il sistema Uniemens – le elaborazioni centralizzate propedeutiche alla formazione degli avvisi sono state avviate a partire dallo scorso 20 giugno.

Proprio da giugno, le strutture territoriali dell'Inps sono state invitate a ultimare le attività di gestione degli archivi che evidenziassero versamenti e crediti tali da incidere sulla posizione debitoria relativa ai periodi oggetto di formazione dell'avviso stesso. Le aziende e i soggetti che risultano debitori nei confronti dell'Inps stanno ricevendo i primi avvisi e, in questa fase di avvio della nuova metodologia, è il momento opportuno per scoprire le caratteristiche di questo strumento, le cautele per "maneggiarlo" e le strade da percorrere qualora si voglia contestare la pretesa impositiva.

Gli elementi costitutivi

Le aziende e i debitori interessati dalla notifica, devono tenere presente che l'avviso necessita di alcuni presupposti, a pena di nullità: il codice fiscale del soggetto tenuto al versamento, il periodo di riferimento del credito e la causale, gli importi addebitati ripartiti tra quota capitale, sanzione e interessi ove dovuti nonché l'indicazione dell'agente della riscossione competente, in base al domicilio fiscale presente nell'anagrafe tributaria alla data di formazione dell'avviso.

L'avviso contiene altresì l'intimazione ad adempiere l'obbligo di pagamento degli importi dovuti entro il termine di 60 giorni dalla notifica, che avviene da parte dei messi comunali o degli agenti della polizia municipale; in caso di inadempienza, l'agente della riscossione indicato procederà all'espropriazione forzata, con gli stessi poteri, le facoltà e le modalità che regolano la riscossione a mezzo ruolo.

La notifica può avere luogo anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento e interessa il recupero di tutti i crediti accertati a partire dal 1° gennaio 2011, anche se di competenza di periodi antecedenti: costituiscono oggetto degli avvisi non solo gli omessi versamenti della contribuzione periodica ma anche le somme non versate che scaturiscono da accertamenti a seguito di verifica ispettiva dell'istituto o di altri enti, ovvero a seguito di accertamento d'ufficio notificato con lettera di diffida.

Le procedure

In ogni caso, come precisato dall'Inps nella circolare n. 168/2010, l'avviso di addebito continua a essere preceduto dall'emissione del cosiddetto «avviso bonario» che, in caso di omissione contributiva, consente al debitore la verifica delle somme dovute e il loro pagamento nei 30 giorni successivi. Viceversa, nell'ipotesi di formazione degli avvisi di addebito derivanti da accertamento, gli stessi sono emessi in seguito al mancato pagamento della contribuzione dovuta nel termine di 90 giorni dalla notifica dell'atto di accertamento o della lettera di diffida (ovvero decorsi 10 giorni dalla reiezione dell'eventuale ricorso).

Al debitore conviene quindi sfruttare questi passaggi, antecedenti l'avviso di addebito, che consentono la verifica del dovuto e l'eventuale pagamento, anche in forma rateale. Una sorta di sanatoria "breve" poiché, nei confronti degli avvisi, gli strumenti a propria difesa potrebbero comprimersi.

Le criticità

Va infatti precisato che, pur avendo l'Inps messo in atto tutta una serie di controlli procedurali volti a escludere l'invio di avvisi di addebito in presenza di pagamenti effettuati, non sono infrequenti le situazioni in cui, anche solo per lo scarto temporale tra il versamento da parte del contribuente e l'effettiva presa in carico degli stessi da parte dell'istituto, vengano richiesti pagamenti già eseguiti. Peraltro, al momento, le procedure Inps non consentono ancora lo sgravio degli importi, che possono solo essere temporaneamente sospesi: per la definizione, l'azienda dovrà perciò rimanere in stand-by e, in caso di esito negativo dell'istruttoria correlata a comunicazioni tras messe dalla stessa in seguito alla notifica dell'avviso bonario, verrà avvisata dall'Inps, anche tramite l'intermediario istituzionale (attraverso il «cassetto previdenziale»), se presente.

 

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