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Innovazione, fondi per 3 mln

Dal Mise 3 milioni di euro, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile, per progetti transnazionali di innovazione industriale in tutti i campi applicativi delle biotecnologie. È con dm 13 ottobre 2016 che vengono destinate risorse per progetti di sviluppo sperimentale e ricerca industriale realizzati da imprese italiane con altre imprese europee, con il coinvolgimento di organismi di ricerca e diffusione della conoscenza. La scadenza per le domande è il 31 gennaio 2017.

Soggetti interessati – Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese che esercitano attività industriale diretta alla produzione di beni e/o servizi, le imprese agroindustriali che svolgono prevalentemente attività industriale, le imprese artigiane di produzione di beni e gli organismi di ricerca e diffusione della conoscenza. I richiedenti devono:

– essere regolarmente costituiti e iscritti al Registro delle imprese; le imprese non residenti nel territorio italiano devono avere una personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza come risultante dall’omologo registro delle imprese;

– essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali;

– trovarsi in regime di contabilità ordinaria;

– non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

– essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal ministero;

– non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà .

I progetti devono prevedere la realizzazione di attività di sviluppo sperimentale e di ricerca industriale nel campo delle biotecnologie (www.eurotransbio.eu), e devono coinvolgere soggetti italiani. Per l’ammissibilità i progetti devono:

– prevedere spese ammissibili non inferiori a 200 mila e non superiori a 500 mila euro per singolo partecipante italiano. In ogni caso, le spese ammissibili per i partecipanti italiani per singola proposta progettuale non possono superare il limite di 1.500.000 euro;

– essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni e, comunque, pena la revoca, non oltre tre mesi dalla data del decreto di concessione. Per data di avvio del progetto di ricerca e sviluppo si intende la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all’investimento oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima. L’acquisto di terreno e i lavori preparatori quali la richiesta di permessi o la realizzazione di studi di fattibilità non sono considerati come avvio dei lavori. In caso di acquisizioni, per «avvio dei lavori» si intende il momento di acquisizione degli attivi direttamente collegati allo stabilimento acquisito. La predetta data di avvio deve essere espressamente indicata dal beneficiario, che è tenuto a trasmettere al soggetto gestore specifica dichiarazione;

– avere una durata non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi. Su richiesta motivata, il Mise può concedere una proroga del termine di ultimazione del progetto non superiore a 12 mesi.

Spese ammissibili – Le spese e i costi ammissibili sono quelli relativi a:

– personale dipendente del soggetto proponente, o in rapporto di collaborazione con contratto a progetto, con contratto di somministrazione di lavoro, ovvero titolare di specifico assegno di ricerca, limitatamente a tecnici, ricercatori e altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto;

– gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo; i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato e che non comporti elementi di collusione;

– le spese generali derivanti direttamente dal progetto di ricerca e sviluppo, imputate con calcolo pro rata sulla base del rapporto tra il valore complessivo delle spese generali e il valore complessivo delle spese del personale dell’impresa. Le spese devono essere calcolate con riferimento ai bilanci di esercizio del periodo di svolgimento del progetto.

Cinzia De Stefanis

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