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Ingressi a turno, lezioni brevi. Ecco come si tornerà a scuola

Turni giornalieri o settimanali, riorganizzazione delle classi dividendole in più parti, lezioni per gruppi di studenti di classi diverse (e anche di anni diversi), riunificazione di materie simili per spiegazioni comuni. E poi possibilità di ridurre la durata delle lezioni a 45-50 minuti, frequenza anche il sabato e per le sole scuole superiori didattica mista, un po’ in classe, un po’ online, durante tutto l’anno. Si andrà a scuola così da settembre: ogni classe, ogni istituto a modo proprio, sfruttando anche gli spazi esterni «come parchi, teatri, biblioteche, cinema, musei», anche in orari pomeridiani. Ingressi scaglionati — per gli studenti delle superiori fino alle 10 —, file ordinate e distanziate per l’ingresso e attenzione all’uso dei mezzi pubblici fuori dagli orari di punta.

Lo prevede la bozza delle linee guida del ministero dell’Istruzione concordata con le Regioni. «È ispirata ai principi di autonomia, flessibilità e semplificazione», spiega soddisfatto il capo della task force del Miur, Patrizio Bianchi. Sarà ora sottoposta ai sindacati, corredata dal nuovo protocollo del Cts, il comitato tecnico scientifico, e inviata ai presidi: toccherà a loro organizzare «le attività scolastiche che riprenderanno in presenza in tutta Italia». In presenza sì, ma rispettando le misure di sicurezza imposte dal Cts alle quali si «fa esclusivo rinvio»: per ora si tratta di mascherine (dai sei anni in su) e distanziamento di un metro, quindi soltanto banchi singoli.

Le Regioni hanno chiesto che se gli studenti sono al banco seduti e distanziati, possano togliere la mascherina. Il Cts è orientato a consentirlo, come del resto è stato per la maturità: durante il colloquio gli studenti possono toglierla. Ma al ministero sperano che da qui a settembre, se la situazione migliora, si possa anche immaginare un ulteriore allentamento delle misure, che semplificherebbe la vita a tutti. Basterebbe anche un chiarimento sul metro di distanza: Pd e Regioni premono perché si declini la regola nella possibilità di mettere uno studente (e un banco) ogni due metri quadrati. L’ipotesi di sottoporre a test sierologici i prof, discussa con il premier Conte, è ancora aperta, anche per il costo.

Nelle linee guida si prevede che le scuole garantiscano il servizio mensa, in quanto importante dal punto di vista educativo: se non basteranno i turni le scuole potranno far predisporre lunch box da consumare in classe.

Una novità su cui il documento del ministero punta particolarmente sono i «patti educativi di comunità», cioè la messa a disposizione da parte degli enti locali di spazi per la scuola (più o meno gratuitamente) e, da parte delle associazioni di volontariato che già operano nelle scuole, di personale per «attività integrative» e/o «alternative alla didattica».

Si tratta di associazioni che a vario titolo di solito già collaborano per attività come musica, sport o teatro, ma finora hanno sempre svolto il loro lavoro assieme o almeno in presenza degli insegnanti. Grazie a questi patti potranno essere coinvolti anche per «attività di sorveglianza e vigilanza degli alunni», cioè per tenere gli alunni da soli, in sostituzione dei docenti.

A pranzo

È previsto il ripristino del servizio mensa, anche per il suo valore educativo

Che cosa si farà invece sul fronte del personale, che i sindacati e i partiti di maggioranza come il Pd e Leu chiedono di aumentare? Potrebbero arrivare degli insegnanti aggiuntivi in alcune scuole o, come scrive il ministero, «in specifiche situazioni», ma si deciderà più avanti quando saranno chiare le disponibilità di spazi e le criticità. C’è un miliardo da destinare al personale, anche perché con più spazi da gestire e più pulizie da fare, serviranno assistenti e bidelli.

Regole particolari sono previste per le scuole dell’infanzia, per le quali il documento scende nel dettaglio: «È previsto che i bambini non portino la mascherina e che gli educatori usino protezioni che non li rendano irriconoscibili», dunque le visiere trasparenti ed eventualmente i guanti.

Gli ingressi nelle materne potranno essere scaglionati tra le 7.30 e le 9. I bambini resteranno sempre con lo stesso gruppo, non potranno portare giocattoli da casa e dovranno anche mangiare nei locali a loro adibiti, se la mensa non avesse i requisiti necessari ad accoglierli.

Se dovesse ritornare la necessità di rinchiudersi in casa, si ricorrerà alla didattica a distanza, ma le chiusure delle scuole potranno essere selettive e la didattica sarà organizzata in base a nuove disposizioni che sono in via di preparazione assieme a una piattaforma per i contenuti didattici. Potranno comunque andare in classe, anche in caso di lockdown, gli alunni con disabilità e i figli di personale sanitario le cui prestazioni siano ritenute indispensabili. Il ministero predisporrà anche convenzioni con i gestori della telefonia mobile per far avere sconti agli alunni e al personale scolastico.

Come se non bastasse, da settembre presidi e professori avranno una nuova materia con la quale cimentarsi: l’educazione civica. I dirigenti avevano chiesto di soprassedere viste le difficoltà a trovare spazi e docenti per far tutto.

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