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Ingorgo sulle comunicazioni Iva

Lo spesometro trimestrale imporrà l’integrazione dei dati inseriti in contabilità e software
Il 2017 vedrà il debutto pressoché generalizzato di nuovi, significativi adempimenti per i soggetti titolari di partita Iva, secondo le disposizioni del decreto fiscale (Dl 193/2016), ora in fase di conversione da parte del Parlamento.
L’introduzione dello spesometro trimestrale e della periodica comunicazione telematica delle liquidazioni Iva, di cui all’articolo 4 del decreto – pur considerando gli emendamenti approvati dalla Camera e ora attesi al Senato – impongono di rivedere l’organizzazione dei tempi e delle procedure interne agli studi, facendo i conti con il fatto che molte fatture emesse possono essere consegnate “in extremis” dai clienti e considerando altresì che le scadenze dei nuovi obblighi coincidono con altri adempimenti rilevanti (si veda la grafica). Non devono sorprendere, quindi, le proteste con cui gli addetti ai lavori hanno accolto le novità.
Nuovo spesometro
La prima novità contenuta nel decreto legge riguarda l’invio a tappeto dei dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, nonché di quelle «ricevute e registrate» (comprese bollette doganali) e le relative note di variazione.
La norma in vigore prevede un invio «entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo a ogni trimestre» (indipendentemente dalla periodicità di liquidazione Iva del contribuente), mentre il testo uscito dalla Camera sposta al 16 settembre (dal 31 agosto) il termine per l’invio dei dati del secondo trimestre e prevedono che, solo per il 2017, i dati dei primi due trimestri vadano trasmessi cumulativamente entro il 25 luglio. Ad ogni modo, è evidente che a un obbligo annuale semplificato (in quanto consentito con modalità aggregate) se ne sostituiscono quattro (tre per il 2017) con dati analitici.
Il contenuto della comunicazione è lasciato a un futuro provvedimento dell’agenzia delle Entrate, anche se la norma impone che essa comprenda almeno i seguenti elementi:
i dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni;
la data e il numero della fattura;
la base imponibile;
l’aliquota applicata;
l’imposta;
la tipologia dell’operazione. (che, in qualsiasi modo definita, comporterà, necessariamente, una integrazione ai dati inseriti in contabilità o ai software).
Esclusioni
Sin da subito è stato evidenziato come questo adempimento non prevedesse, almeno nel provvedimento istitutivo, alcun esonero, diversamente dall’attuale spesometro, che, al contrario, ne prevede molti (importazioni, esportazioni, operazioni riepilogate nei modelli Intrastat, fatture delle utility, pubbliche amministrazioni, soggetti forfettari e in regime di vantaggio, dati trasmessi al Sistema tessera sanitaria, eccetera). Tuttavia occorre prendere atto che:
un emendamento già approvato dalla Camera esclude dalla comunicazione i soggetti passivi non obbligati alla dichiarazione annuale Iva;
l’articolo 3 del Dlgs 127/2015 prevede l’esonero dallo spesometro per i soggetti che si avvalgono dell’opzione per la trasmissione telematica all’Agenzia di tutte le fatture nonché, ricorrendone i presupposti, dell’opzione per la trasmissione telematica dei corrispettivi.
Alla luce dell’emendamento, si può affermare che le associazioni sportive dilettantistiche e gli altri enti nel regime speciale di cui alla legge 398/1991 (finora tenuti allo spesometro in relazione alle operazioni commerciali) non dovrebbero più essere coinvolti, non rientrando tra i contribuenti che presentano la dichiarazione Iva.
Sanzioni
Quanto alle sanzioni, il regime draconiano previsto dal testo originario del decreto risulta ammorbidito dagli emendamenti approvati. Si passa, infatti, da una sanzione di 25 euro per ogni dato omesso o errato (con un massimo di 25.000 euro) a una penalità di 2 euro per fattura, con un massimo di 1.000 euro per trimestre.
Viene, inoltre, stabilito che la sanzione è ridotta alla metà (con un massimo di 500 euro) in caso di trasmissione corretta entro i 15 giorni successivi alla scadenza. In ogni caso è esclusa l’applicazione del cumulo di cui all’articolo 12 del Dlgs 472/1997.
Vantaggi
Gli adempimenti aboliti in corrispondenza dei nuovi adempimenti non sembrano tali da pareggiare il conto. Oltre al vecchio spesometro vanno in soffitta (sempre dal 2017):
la comunicazione dei dati di leasing e noleggio;
l’Intra acquisti per beni e servizi (articolo 50, comma 6, Dl 331/1993);
la comunicazione delle operazioni black list (in questo caso, in forza di uno specifico emendamento, dal 2016).

Matteo Balzanelli
Giorgio Gavelli

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