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Info aziendali, parte il codice

Semaforo verde al codice di condotta privacy per le informazioni commerciali. L’articolato era già pronto dal giugno 2019, ma non era ancora diventato operativo perché mancava un tassello. Ovvero l’accreditamento dell’Organismo di monitoraggio (Odm), che ha il compito di controllare il rispetto del codice di condotta da parte delle imprese aderenti. Giunto al traguardo anche questo aspetto istituzionale, il Codice di condotta attende, per diventare efficace, solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. A dare notizia del completamento dell’iter è il Garante della privacy, che, con il provvedimento n. 181 del 29 aprile 2021 ha, appunto, approvato la versione definitiva del Codice di condotta sulle informazioni commerciali, elaborato dall’Associazione nazionale tra le imprese di informazioni commerciali e di gestione del credito (Ancic).

Il testo del codice, che sostituisce il «codice di deontologia e buona condotta» sulle informazioni commerciali (allegato A.7 al Codice della privacy), oltre che nella parte relativa all’Odm, presenta alcune modifiche, in particolare, a proposito del diritto alla portabilità.

Codice di condotta. Per capire di cosa stiamo parlando, bisogna fare una premessa sui codici di condotta. Nel quadro della disciplina della privacy, derivante dal Gdpr (regolamento Ue 2016/679) questi codici sono molto importanti, perché danno alle imprese le regole di dettaglio, che non si trovano nella normativa. Tra l’altro sono un punto di riferimento per poter dimostrare di essere in regola con il Gdpr, per poter trasferire dati all’estero e sono anche un parametro per l’applicazione delle sanzioni pecuniarie.

Info commerciali. Le informazioni commerciali sfornano dati sulla affidabilità, credibilità e solidità di un operatore economico. Determinano se potergli dare una linea di credito, se fidarsi a comprare o vendere e così via. I dati possono essere oggettivi, ma possono spingersi ad espressioni valutative e predittive su adempimenti delle obbligazioni.

Se, poi, pensiamo al fatto che sempre più decisioni di questo tipo saranno automatizzate o addirittura interamente automatizzate (robot e algoritmi) si comprende quanto sia cruciale la disciplina sui trattamenti dei dati e sui diritti di coloro che vengono analizzati e schedati.

Questa la cornice del codice di condotta, che scende nello specifico di alcuni adempimenti privacy. Vediamo i punti essenziali.

Trattamento dati. Il codice di condotta snocciola regole sulle fonti utilizzabili e a che condizioni e con quali limiti temporali possono essere usati. Viviamo immersi nelle informazioni traboccanti dalle fonti più disparate. Il codice compila la gerarchia delle fonti e illustra anche quali abbinamenti è lecito fare e per quanto tempo è utile che certe notizie siano attingibili. Si compila, così, una complessa rete di regole in relazione a tipi di notizie, di operatori, di notizie, di fonti.

Niente consenso. Il codice chiarisce, per tutti, che per trattare le informazioni commerciali non ci vuole il consenso dei soggetti censiti, perché ricorre un’ipotesi di legittimo interesse.

Sul punto prevale l’interesse comune alla lealtà delle transazioni commerciali e al buon funzionamento del mercato.

Portabilità. Un punto in cui il testo definitivo è differente da quello approvato nel giugno 2019 è la portabilità dei dati raccolti da aziende specializzate nella fornitura di informazioni. Nella ultima versione si precisa che il diritto alla portabilità non è escluso, e che è possibile esercitarlo anche nei confronti dei fornitori di servizi di informazione commerciale, ma limitatamente ai dati trattati da questi ultimi in base al consenso e a un contratto (non invece rispetto ai dati trattati per un legittimo interesse).

Informativa. Le persone censite dai fornitori di informazioni nei loro data base hanno diritto a essere informate. Il codice di condotta semplifica l’adempimento avallando l’informativa collettiva mediante il portale www.informativaprivacyancic.it.

Odm. Rivisitata (rispetto al testo del 2019) è la parte relativa all’Odm. L’organismo sarà formato da cinque componenti, con un incarico quinquennale non rinnovabile, può sospendere o escludere dall’adesione al codice di condotta.

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