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Inflazione, la Bce prepara la definizione di un nuovo obiettivo

La Banca centrale europea, nell’ambito della revisione della strategia monetaria appena avviata, è pronta a modificare l’obiettivo e adattare politica e strumenti a un’inflazione sempre «più bassa» (1,2% medio dal 2019 contro il 2,3% del 1999-2008), al tasso di interesse naturale sceso in territorio negativo (-1,3% e 0,5% dal 2011),ai cambiamenti strutturali e alla pandemia che portano disinflazione, «alla persistente incapacità di centrare i target» che può deprimere le aspettative. Nel fare questo la Bce entrerà nel dibattito in corso tra banchieri centrali di tutto il mondo sull’overshooting, ed esaminerà la compensazione di periodi di inflazione sotto l’obiettivo con periodi sopra l’obiettivo per mirare ad alzare la media nel lungo termine: quindi avendo pazienza nell’introdurre politiche restrittive nel caso di inflazione al rialzo nel pieno di una robusta ripresa economica. Ancor più, «l’orientamento di medio termine del Consiglio direttivo dovrà tener conto dell’andamento dell’economia reale, inclusa l’occupazione» perchè il mandato gerarchico della Bce lo consente: la stabilità dei prezzi è al primo posto, ma la flessibilità del medio termine consente di «evitare di frenare posti di lavoro e crescita».

Così la presidente Christine Lagarde, introducendo la conferenza Ecb Watchers – atteso appuntamento a Francoforte giunto ieri alla sua 21a edizione – ha tracciato per la prima volta, il percorso della review della strategia della politica monetaria, con un’intonazione moderatamente accomodante ma sicuramente lungimirante e quel tanto innovativa (andando addirittura oltre le spinte draghiane) da risultare scomoda ai falchi. E aprendo così alla modifica dell’obiettivo di inflazione.

Dopo il rinvio causato dalla pandemia, i lavori della revisione della strategia sono ripresi da poco tanto che non risulta il Consiglio direttivo abbia discusso alcuna analisi a riguardo. È invece in stato avanzato la revisione del programma di acquisti pandemico Pepp, risultata efficace al punto da renderne la flessibilità una caratteristica vincente e potenzialmente esportabile al programma standard App. Lagarde ha detto che Pepp e prestiti mirati TLTRO III da marzo hanno aumentato l’inflazione dello 0,8% tra il 2020 e il 2022 e la crescita del Pil dell’1,3% circa. Senza gli acquisti di assets dal 2015, il tasso sui depositi sarebbe dovuto scendere a -2% per ottenere lo stesso andamento dell’inflazione. Gli strumenti cosiddetti “non convenzionali” sono da considerarsi oramai “normali”, ha detto la presidente.

Lagarde ha dunque concesso, nel delineare gli ampi obiettivi e metodi della revisione, un’apertura nei confronti della nuova strategia della Federal Reserve (che tollererà «moderatamente» l’inflazione sopra il 2% per un dato periodo di tempo): l’overshooting, ovvero inflazione sopra l’obiettivo, «potrà essere preso in esame» nella revisione della strategia, ha detto la presidente rimarcando però che l’approccio della compensazione dopo lunghi periodi di inflazione sotto il target può avere meno successo in una realtà come quella attuale dove gli agenti, le persone, non guardano avanti come dovrebbero e non capiscono la politica della banca centrale. Per funzionare al meglio, la politica monetaria, e anche l’overshooting, deve rafforzare la comunicazione, spiegarsi di più e meglio al grande pubblico. La promessa dell’“overshooting”, cioè di tollerare un’inflazione oltre l’obiettivo per un periodo di tempo, può far salire le aspettative e abbassare i tassi reali e «se credibile» rafforza la capacità della politica monetaria di stabilizzare l’economia.

Questo non significa che la Bce intenda accodarsi o copiare la Federal Reserve. Ma con il suo messaggio ieri Lagarde ha voluto indicare con forza che la Bce è consapevole della necessità di adattare la politica monetaria ai tempi che cambiano e soprattutto di renderla più comprensibile al grande pubblico, spiegando bene quanto si impegni nelle nuove sfide di tutti, dal cambiamento climatico alla disuguaglianza. Lagarde ieri ha dato la sua forward guidance sulla revisione della strategia, nel solco già tracciato da Draghi e mettendo per primo un riferimento alla conferma della politica monetaria «simmetrica», quella che non tollera l’inflazione troppo bassa tanto quanto non tollera l’inflazione troppo alta.

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