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Inflazione in rialzo con benzina e caffè

di Francesca Basso

MILANO — In giugno chi ha preso un aereo o un treno ha pagato di più. Così come chi vive ad Aosta, Bari e Milano ha visto crescere i costi sfiorando quasi il 4%rispetto a un anno fa. Colpa dell’inflazione, che a giugno secondo l’Istat ha toccato quota 2,7%. Dato in linea con gli altri Paesi della moneta unica, certificato da Eurostat, che ha segnalato prezzi stabili al 2,7%. In Italia bisogna risalire al novembre del 2008 per ritrovare queste percentuali. E l’impennata fa preoccupare gli imprenditori. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha sottolineato che si tratta di «un altro problema per lo sviluppo» , perché rischia di abbassare la domanda interna del Paese. «Un modo per ridurre il tasso di inflazione italiano — ha indicato la leader di Viale dell’Astronomia — è fare liberalizzazioni» . Alcuni aumenti sono tipicamente stagionali. In particolare il settore dei servizi ricettivi e di ristorazione, ovvero alberghi (+2%), campeggi (14,4%), stabilimenti balneari (+3,5%) ma anche ristoranti e bar. Tuttavia, rileva l’Istat, la principale spinta all’aumento deriva dal rialzo dei Servizi relativi ai trasporti (+5,2%rispetto al 2010), che risentono anche del caro-carburanti, con benzina e gasolio che hanno fatto schizzare i prezzi di biglietti per aerei e traghetti. Le famiglie hanno visto aumentare anche il costo della spesa quotidiana: gli alimentari hanno raggiunto il record da oltre due anni, segnando rispetto allo stesso mese del 2010 un aumento del +3%, una crescita che supera anche il tasso d’inflazione complessivo. Se si includono anche i carburanti, il gruppo dei beni acquistati con maggiore frequenza dagli italiani registra un ulteriore rialzo annuo pari al 3,5%: in un anno il caffè è rincarato dell’ 11,5%(si va dallo 0,82 euro di una tazzina a Palermo all’ 1,02 di Bolzano), la farina del 6,2%, lo zucchero del 9,4%, la frutta fresca dell’ 13,9%. L’accelerazione dell’inflazione, fanno i conti Adusbef e Federconsumatori, farà sborsare in più alle famiglie 251 euro annui per i consumi alimentari e 488 per i carburanti. Perché se su base mensile l’Istat rileva diminuzioni per i prezzi di tutti i carburanti, su base annua, invece, si registrano ancora crescite a doppia cifra sia per la verde (+11,9%) che per il diesel (+14,0%). Si tratta di rialzi che si riflettono direttamente sui trasporti (+6,1%), specialmente su traghetti (+52,8%), aerei (+13,8%) e treni (+8,4%). Luglio non promette ribassi sul fronte dei prezzi: all’orizzonte c’è l’ «alta» stagione per le vacanze e i rialzi delle quotazioni di carburanti già accumulati.

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