Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Inflazione bassa, chance per i consumi

Spiragli di luce in fondo al tunnel della crisi e ripartenza dei consumi: affermazioni ottimistiche ricorrenti che a fronte di aziende che chiudono, vendite a rilento e lavoro che latita sembrano dettate da statistiche lontane dalla realtà. Anche l’intervento sull’Iva, così come l’ingorgo fiscale atteso in autunno (con la Tares in prima fila e la service tax in arrivo nel 2014) possono a ragione spegnere facili entusiasmi. Ma c’è un elemento a sostegno della tesi di un possibile recupero: il calo costante dell’inflazione, che avrebbe riflessi positivi sull’andamento dei salari reali e sulla domanda interna. È quanto mette in luce un’indagine di Ref Ricerche sul trend dei prezzi.

«È vero che i consumi stanno inanellando una sequenza di segni negativi – commenta Fulvio Bersanetti di Ref Ricerche – ma è anche vero che l’inflazione nell’arco di 12 mesi è scesa di oltre due punti percentuali, dando sollievo alle tasche dei consumatori, aiutandoli ad ammortizzare gli aumenti delle imposte indirette e a riassorbire l’impatto dei passati forti rincari delle quotazione petrolifere. Questa discesa (siamo all’1,1% secondo le stime Istat per agosto) sta restituendo potere d’acquisto ai redditi, stabilizzando i salari reali dopo un biennio di contrazione. Insomma ci sono elementi che lasciano presagire che l’inflazione rimarrà moderata nel 2013-2014, creando le condizioni perché dal prossimo anno si possa osservare un consolidamento del potere d’acquisto, dopo un lustro in cui si è perso oltre il 10%». Attese positive che lo studio Ref Ricerche ricava dall’analisi del trend nei vari raggruppamenti.

Le voci

Il petrolio – anche se ora l’allarme Siria rimette in forse lo scenario, come conferma la fiammata degli ultimi giorni – dopo due anni e mezzo di tensioni ha invertito la marcia da inizio 2013, con una discesa delle quotazioni favorita da un ampliamento del potenziale produttivo degli Usa e dalla conseguente ricomposizione dell’offerta mondiale. È peraltro l’energia ad aver esercitato la maggiore funzione calmieratrice sui prezzi al consumo in Italia. Se infatti nel 2011 i prezzi medi energetici (carburanti e tariffe) hanno segnato aumenti medi dell’11,2% sfiorando il 14% nel 2012, ad agosto rispetto a un anno prima hanno fatto segnare una riduzione di un punto percentuale, grazie appunto alla tendenza al ribasso delle quotazioni petrolifere ma anche agli interventi dell’Aeeg sui prezzi di riferimento e sul sistema di calcolo del prezzo del gas.

In frenata anche i prodotti non alimentari (+0,4% ad agosto rispetto a un anno fa dopo incrementi intorno al punto e mezzo nel 2011 e 2012) in risposta alla caduta della domanda interna, soprattutto per quanto riguarda abigliamento, calzature e auto.

Sotto pressione invece alimentari e tariffe pubbliche: i primi – anche per le avverse condizioni meteo in primavera – evidenziano un rincaro non lontano dal 3% (+9% frutta e verdura) mentre l’inflazione tariffaria – su cui si scaricano le necessità di consolidamento della finanza pubblica – supera il 2%, senza contare che entro fine anno sono previsti ritocchi diffusi per biglietti dei mezzi di trasporto o servizio idrico.

Miglioramento del quadro

Complessivamente i prezzi al consumo hanno quindi registrato finora una crescita moderata (+1,1% a luglio dopo il 3% di media del 2012 e il 2,8% del 2011) e se l’inflazione restasse al disotto della dinamica nominale dei salari almeno fino alla prima metà del 2014 – sottolinea il rapporto di Ref Ricerche – potrebbe esserci una boccata di ossigeno per i portafogli delle famiglie, una volta arrivata a compimento la spending review dei bilanci domestici. «Ma ci sono altri elementi che possono giocare a favore di un rasserenamento del quadro – conclude Bersanetti –. Ad esempio il recupero della fiducia evidenziata dalle indagini qualitative (ad agosto l’indice Istat riferito alle imprese ha toccato il massimo dagli ultimi dodici mesi); la stima preliminare del Pil del secondo trimestre 2013 (-0,2%, un calo meno forte che in passato); i giudizi delle imprese sulla domanda estera che potrebbe preludere a un rafforzamento dell’export nella seconda metà dell’anno. Interessanti sono infine le indicazioni che arrivano circa la ripresa del tasso di risparmio delle famiglie. La crisi ha sfatato il mito degli “italiani risparmiatori”, ma oggi si assiste a un duplice fenomeno: da un lato le famiglie tornano a destinare una parte delle risorse disponibili a fini precauzionali; dall’altro, adattati i modelli di consumo all’abbassamento del livello di reddito, si sta di nuovo creando spazio per il risparmio e per i consumi. Il tutto, però, con la spada di Damocle dell’incremento dell’Iva che potrebbe stroncare la ripresa nella culla».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vogliono trasformare Wall Street nella loro foresta di Sherwood. E per mantenere la promessa di rub...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il cloud sovrano dove migrare i dati informatici della Pubblica amministrazione sarà gestito solo ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se fosse ancora necessario, nelle prossime settimane dal palazzo più importante della giustizia it...

Oggi sulla stampa