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Inerzia della p.a., tempi ridotti

Tempi dimezzati nei rapporti con la p.a. in caso di pratiche lumaca e quindi maggiori tutele per il cittadino nei rapporti con l’Amministrazione. Grazie al rafforzamento del potere sostitutivo in caso di inerzia degli uffici, se l’organo competente ritarda nell’evasione della pratica, il procedimento dovrà essere concluso da un soggetto sostitutivo, con dimezzamento dei tempi originariamente previsti. Inoltre, in ipotesi di silenzio assenso, il cittadino potrà richiedere, ed eventualmente anche autocertificare, un’attestazione circa l’intervenuto accoglimento della domanda. È quanto dispone il cosiddetto dl Governance e Semplificazioni (dl 31 maggio 2021, n. 77) che, nel tentativo di snellire le procedure amministrative, fa da apripista al Piano nazionale di rilancio e resilienza (Pnrr).

Stop alle lungaggini amministrative. Con il dl n. 77/2001, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 31 maggio e in vigore dal 1° giugno, entra finalmente nel vivo il lungo processo di rinnovamento e snellimento delle procedure amministrative, obiettivo già da tempo all’ordine del giorno nell’agenda governativa, ma tornato in auge solo a seguito della emergenza epidemiologica da Covid-19. Già, perché la crisi economica sviluppatasi per via delle chiusure imposte allo scopo di contenere la pandemia, ha spinto il governo a rivedere i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Troppi vincoli e lungaggini paralizzano la tutela degli interessi in gioco, contribuiscono ad accrescere il senso di sfiducia nelle istituzioni e, soprattutto, rallentano la transizione ecologica e digitale su cui punta ormai l’Europa. Ne è la prova il Next generation europe (Ngeu), il programma inedito di investimenti e riforme targato Ue, pensato, tra le altre cose, per migliorare i servizi grazie anche alla digitalizzazione, in modo da dimezzare i tempi di evasione delle pratiche e conseguire una maggiore equità, pure territoriale, nei servizi offerti al cittadino. Per restare al passo con i tempi e non sprecare l’opportunità imperdibile di sviluppo offerta dall’Europa, l’Italia attua un piano di investimenti e riforme con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Nel tentativo, dunque, di accaparrarsi circa 122,6 miliardi di euro sotto forma di prestiti dal Regolamento europeo per la ripresa e resilienza (Rrf), uno dei due principali strumenti del Ngeu, l’ordinamento riparte proprio dalla modernizzazione della sua pubblica amministrazione.

Un nuovo potere sostitutivo d’ufficio. In questo contesto si inserisce l’articolo 61 del dl n. 77/2001, che riscrive integralmente i commi 9-bis e 9-ter dell’articolo 2, comma 9 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (legge Bosetti Gatti), modificando la disciplina del potere sostitutivo dell’amministrazione in caso di inerzia o inadempienza burocratica da parte del dirigente o del funzionario preposto. Il novellato comma 9-bis dell’articolo 2 citato prevede ora la possibilità, da parte dell’organo di governo, di individuare un soggetto sostitutivo non solo nell’ambito delle «figure apicali» dell’amministrazione (com’era nella versione precedente della norma), ma anche in «una unità organizzativa», in tal modo ampliando il novero di soggetti cui l’interessato può rivolgersi in caso di inerzia. A completare il quadro provvede il comma 9-ter a mente del quale, decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento, il responsabile o l’unità organizzativa, individuati ai sensi del comma precedente, esercita d’ufficio o su richiesta dell’interessato il potere sostitutivo e, entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto, conclude il procedimento attraverso le strutture competenti o con la nomina di un commissario ad acta. Ed è proprio questa la novità di maggiore rilievo: l’introduzione dell’automatismo, rappresentato dalla possibilità che il potere sostitutivo venga attivato d’ufficio, in modo da contenere entro termini ristretti l’evasione della pratica, prescindendo dall’iniziativa del singolo. Risulta così implementato il pacchetto di misure dirette alla rimozione di ogni ostacolo burocratico nella vita dei cittadini e delle imprese, anche in relazione all’emergenza da Covid-19, già inaugurato con il primo decreto Semplificazioni, il dl 16 luglio 2020, n. 76. Il potere sostitutivo d’ufficio, infatti, completa le «Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale» introdotte dal dl Semplificazioni, che aveva già provveduto a definire le modalità e i criteri di misurazione dei tempi effettivi di conclusione dei procedimenti amministrativi con la modifica dell’articolo 2, comma 4-bis della legge n. 241/1990, nonché introdotto un regime di inefficacia per taluni atti adottati oltre i termini di legge previsti (articolo 2, comma 8-bis, l. cit.).

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