Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Indagini Ue a prova di privacy

Indagini a tinte europee. Le autorità di polizia e inquirenti dell’Ue possono collaborare e scambiarsi informazioni. Ma con un occhio anche alla tutela della privacy. Non si rivelano, però, i nomi degli informatori di polizia e i segreti di stato. Cala, poi, il diritto all’oblio, quando le informazioni non sono più necessarie per le indagini. E ogni scambio va tracciato, per ricostruire i vari passaggi. È quanto prevede il dlgs 54 del 23 aprile 2015 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2015), che introduce misure di semplificazione per lo scambio di informazioni e intelligence tra le autorità degli stati dell’Unione europea. Ma vediamo i punti salienti del provvedimento.

Il decreto si compone di tre parti, la prima dedicata alle formalità nel caso in cui le autorità italiane chiedano notizie ad altro stato europeo, la seconda relativa al caso in cui è l’Italia a ricevere richieste di informazioni e la terza sulla tutela della riservatezza dei dati personali.

Con riferimento ai primi due pezzi della disciplina va sottolineata una certa attenzione al rispetto della finalità di indagine perseguita, cosicché i dati siano utilizzati proprio per lo scopo specifico di prevenzione e repressione reati e anche di prova in giudizio. Quanto alla trasmissione di dati dall’Italia ad altro stato europeo, il decreto enumera le ipotesi in cui la comunicazione va rifiutata. Sono situazioni in cui emerge la necessità prioritaria di tutelare segreti di stato, o la sicurezza della Repubblica, nei casi di segreto delle indagini o ragioni connesse a indagini in corso.

La comunicazione può essere negata dall’Italia, anche per fatti bagatellari (reati puniti con pena detentiva fino a un anno) e per i nomi degli informatori della polizia giudiziaria. La semplificazione dello scambi dei dati deriva anche dall’obbligo di fare richieste utilizzando un modulo standard, allegato al decreto, con accelerazione in caso di urgenza (addirittura entro otto ore dalla richiesta).

Quanto alla tutela della privacy si precisa che i dati scambiati possono essere utilizzati esclusivamente per le finalità connesse a indagini penali o a operazioni informative o investigative criminali. I trattamenti di dati personali rientrano nella speciale disciplina riservata alle forze di polizia nel codice della privacy (dlgs 196/2003).

In alcuni casi scatta, poi, il diritto di oblio anche sulle informazioni o le analisi lecitamente ricevute. Questo avviene nel caso in cui le notizie non sono o non sono più necessarie alle finalità per le quali sono state trasmesse.

La cancellazione è dovuta anche al termine del periodo massimo di conservazione delle informazioni o delle analisi stabilito dalla legislazione. Ovviamente non c’è oblio se le informazioni o le analisi sono necessarie, per lo svolgimento di un’indagine penale o finalizzata all’applicazione di una misura di prevenzione, per la repressione di reati, o l’esecuzione di sanzioni penali.

Le persone, cui si riferiscono i dati, hanno diritto di conoscere i dati oggetto dello scambio informativo, salvo che ciò possa pregiudicare azioni od operazioni a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica o di prevenzione e repressione della criminalità: del diniego deve essere data informazione al Garante per la protezione dei dati personali. Se i dati sono trattati illegittimamente, si può chiedere al tribunale di ordinare la rettifica, l’integrazione, la cancellazione o la trasformazione in forma anonima dei dati medesimi. Nel caso in cui si verificasse che le informazioni o le analisi da essi comunicate sono inesatte, si deve provvedere a informare, senza ritardo, l’autorità destinataria. Se, poi, le informazioni o le analisi non avrebbero dovuto essere ricevute, l’autorità nazionale competente deve cancellarle.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa