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Indagato il commissario dell’Etruria

Nominato da Bankitalia “Indebita restituzione di conferimenti in concorso” Per gli ex membri di cda e collegio sindacale, l’ipotesi è associazione a delinquere
Continua a restare nell’occhio del ciclone la Popolare dell’Etruria. Uno dei commissari appena nominati da Bankitalia, Riccardo Sora, è nel plotoncino di 26 indagati che hanno appena ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per l’ex gestione della Cassa di risparmio di Rimini.
Anche all’epoca Sora era commissario della banca: a differenza degli altri ex amministratori, insieme all’altro commissario è indagato solo per “indebita restituzione di conferimenti in concorso”. Gli ex membri del cda e il collegio sindacale sono indagati, invece, anche per associazione a delinquere finalizzata al falso in bilancio e a false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori. Reati commessi negli anni 2009 e 2010. Secondo le indagini della Gdf di Rimini, e del sostituto procuratore della Repubblica Luca Bertuzzi, alla guida della Carim di quegli anni c’era «un sodalizio criminale – così scrivono gli investigatori – composto dai vertici dell’istituto, in carica nel periodo dal 2009 fino al commissariamento disposto dalla Banca d’Italia nel 2010, che, a seguito di elargizione di mutui e di finanziamenti non assistiti da adeguate garanzie, ometteva dolosamente di evidenziare nei bilanci le perdite già maturate da tempo tramite stime e valutazioni palesemente non corrispondenti alla reale situazione del credito».
Diversa la posizione dei due commissari nominati da Bankitalia, Sora e Piernicola Carollo. Secondo la Procura di Rimini la banca aveva continuato ad acquistare azioni proprie, anche dopo il commissariamento, secondo modalità che configurerebbero l’ipotesi di reato di indebita restituzione di conferimenti. Secondo la ricostruzione della Gdf, alcuni azionisti hanno cercato di vendere le azioni temendo una diminuzione del valore, all’epoca fissato in 21 euro. La Carim le aveva comprate ma a prezzo più alto di quello che fisiologicamente si sarebbe determinato in base alla domanda e all’offerta. In questo contesto, scrivono i militari della GdF «è stato rilevato un utilizzo fraudolento del sistema di prenotazione per la cessione e l’assegnazione di azioni Carim». Inoltre tale attività, continua la nota della GdF, «ha comportato un illegittimo acquisto da parte di Banca Carim di azione proprie ad un prezzo sovradimensionato rispetto a quello che si sarebbe determinato senza la falsa rappresentazione della situazione finanziaria e patrimoniale della banca in precedenza descritta » con la conseguente indebita restituzione di conferimenti nei confronti di alcuni soci, che avevano venduto, per un «importo complessivo quantificato in circa 10,3 milioni».
Sempre ieri Massimo Ponzellini, ex presidente della Bpm, è stato rinviato a giudizio dal gup Alessandra Simion, nell’ambito del procedimento su alcuni finanziamenti sospetti. Il processo inizierà il 16 giugno. Oltre a Ponzellini, sono state rinviate a giudizio altre 13 persone. Le accuse nei loro confronti sono – a vario titolo – associazione per delinquere, appropriazione indebita, infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità, infedeltà patrimoniale.
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