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Incubo Grexit,i timori di Draghi

Il presidente della Bce: ci avviamo verso acque inesplorate, ma il default si può gestire. Giù le Borse, Atene – 4,7% Scontro tra Tsipras e la Ue: “Creditori poco realisti”. “No, siamo flessibili, travisate le nostre posizioni”
Nel breve periodo la zona euro «dispone degli strumenti per affrontare al meglio» un eventuale default della Grecia. Ma con un simile evento. Per la prima volta il presidente della Bce, Mario Draghi, accenna pubblicamente alla possibilità di una bancarotta della Grecia accettando ieri di rispondere ad una domanda su questo tema nel corso della sua audizione davanti al Parlamento europeo. E ne trae anche un’indicazione per il futuro: «è piuttosto chiaro che quello che accade dimostra che l’area euro è una costruzione da completare e che se vogliamo gestire le conseguenze di eventi non previsti dovremo fare un balzo enorme nel nostro processo di integrazione».
Draghi ha tenuto a limitare il perimetro delle competenze della Bce nella vicenda. «Voglio che sia estremamente chiaro che la decisione sulla conclusione dell’attuale programma e sulla concessione di ulteriori finanziamenti per aiutare la Grecia spetta interamente all’Eurogruppo e dunque ai membri dell’area euro. E’ una decisione politica che deve essere presa dai politici liberamente eletti e non dai banchieri centrali». Tuttavia ha invitato le parti ad avvicinarsi «ancora un miglio » per trovare un accordo «nell’interesse non solo della Grecia ma di tutta l’Eurozona», anche se «la palla è indiscutibilmente nel campo greco, che deve prendere le misure necessarie. Serve un accordo forte molto presto, la situazione è drammatica».
Dopo la brusca interruzione dei negoziati tra Atene e i suoi creditori domenica pomeriggio l’ipotesi di un default della Grecia non è più un tabù. Le Borse hanno reagito con una brusca caduta. Quella greca ha perso il 4,7 per cento, Milano il 2,4 per cento. Il nostro spread è risalito a quota 160 per poi ripiegare un po’.
La rottura sembra aver spinto le parti ad arroccarsi sulle rispettive posizioni. Dopo aver accusato i creditori di “opportunismo politico“, il premier greco Tsipras ostenta sicurezza: «aspetteremo pazientemente che le istituzioni europee si allineino al realismo».
Ma anche la Commissione europea dà segni di impazienza. E ieri una sua portavoce ha definito “fuorvianti“ le dichiarazioni rilasciate da Atene sulle richieste degli europei. «La nostra posizione è flessibile, ed è un travisamento della posizione dei creditori affermare che abbiano chiesto un taglio delle pensioni individuali in Grecia. Non proponiamo tagli alle pensioni individuali ma una eliminazione progressiva dei prepensionamenti, l’innalzamento dell’età pensionabile e l’abolizione degl incentivi agli stessi prepensionamenti, anche per rendere finanziariamente sostenibile nel lungo termine il regime pensionistico», ha spiegato Annika Breidthardt. «Il sistema previdenziale greco è tra i più costosi d’Europa». Bruxelles chiede che si realizzi un risparmio pari all’1% del Pil. Il governo di Atene, finora, ha proposto tagli pari allo 0,04 per cento.
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