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Incrocio di date per l’estromissione

Scadenze differenziate per l’opzione, il versamento dell’imposta e la dichiarazione
Intreccio di date e adempimenti per l’estromissione agevolata dell’immobile strumentale dell’imprenditore individuale.
L’articolo 1, comma 121, della legge 208/2015 stabilisce che il bene, se è posseduto al 31 ottobre 2015, può essere escluso dal patrimonio dell’impresa, con effetto dal 1° gennaio 2016, pagando l’imposta sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap dell’8% (il 60% va versato entro il 30 novembre 2016 e il 40% entro il 16 giugno 2017). L’estromissione non comporta il pagamento dell’imposta di registro e di quelle ipotecarie e catastali – l’immobile resta di proprietà dell’imprenditore – ma si applica la disciplina Iva, per evitare problemi di incompatibilità con le direttive dell’Unione europea.
I beneficiari
Possono fruire dell’agevolazione gli imprenditori individuali in attività sia il 31 ottobre 2015 che il 1° gennaio 2016, compresi, come chiarito nella circolare 39/E/2008:
quelli in stato di liquidazione;
l’erede dell’imprenditore deceduto e il donatario dell’azienda, purché abbiano proseguito l’attività del defunto in forma individuale;
gli imprenditori che applicano il regime di vantaggio (per i forfettari si ritiene che non assumano rilevanza le plusvalenze conseguite).
Sono, invece, esclusi i soggetti che hanno:
iniziato l’attività dal 1° novembre 2015 o l’hanno cessata al 31 dicembre 2015;
concesso l’unica azienda in affitto o in usufrutto prima del 1° gennaio 2016, non rivestendo più la qualifica di imprenditore (ma i beni concorreranno a formare la plusvalenza realizzata alla cessione dell’azienda).
L’agevolazione non spetta agli enti non commerciali.
L’opzione
L’opzione è effettuata con un comportamento concludente, cioè indicando i dati dell’operazione (valore dei beni estromessi e imposta sostitutiva) entro il 31 maggio 2016 nella contabilità e nella dichiarazione dei redditi da presentare a settembre 2017. I soggetti che si avvalgono del regime di vantaggio devono annotare l’estromissione nei registri tenuti fino al periodo d’imposta precedente a quello di transito in questo regime.
In base alla circolare 39/E del 2008, «l’estromissione si intende perfezionata con il versamento della prima rata dell’imposta sostitutiva, con la conseguenza che l’omesso o insufficiente versamento delle rate successive alla prima non ne determina l’inefficacia, ma legittima l’iscrizione a ruolo (…) degli importi non versati, dei relativi interessi e della sanzione. (…) Per gli importi non versati il contribuente potrà avvalersi (…) del c.d. ravvedimento operoso». Questa precisazione è stata poi superata dalla risoluzione 82/E/2009, con la quale l’Agenzia ha chiarito che l’estromissione dei beni è perfezionata, invece, con l’indicazione in dichiarazione dei redditi dei valori dei beni estromessi e della relativa imposta sostitutiva e che non assume rilievo, a questo fine, l’omesso, insufficiente e/o tardivo versamento di quest’ultima.
La risoluzione 228/E/2009 ha affermato infine che in caso di corretto versamento dell’imposta sostitutiva nei termini previsti ma di omessa compilazione del quadro del modello Unico, la volontà di procedere all’estromissione «risulta oggettivamente dalla congruità del versamento eseguito con riferimento alla estromissione di un cespite individuato in modo oggettivo attraverso la relativa tariffa d’estimo catastale. (…) La mancata compilazione del quadro (…) è riconducibile ad un’ipotesi di errore od omissione sanabile mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa e non già ad una ipotesi di mero ripensamento sull’indicazione di precise scelte già operate dal contribuente».
È evidente la finalità delle Entrate di considerare perfezionato l’esercizio dell’opzione in caso sia di corretto versamento dell’imposta sostitutiva, sia di effettuazione degli adempimenti dichiarativi.

Gianfranco Ferranti

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