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Incidenti sul lavoro, l’ipotesi patente a punti per le imprese

Oggi è il Safe Day , la giornata mondiale per la sicurezza sui luoghi di lavoro e gli edili di Cgil-Cisl-Uil daranno vita a un presidio a Montecitorio con la parola d’ordine «Basta morti sul lavoro». I dirigenti sindacali sostengono, numeri alla mano, che nei primi quattro mesi del 2016 abbiamo assistito a un’escalation di incidenti che ha causato già 184 morti, un quarto nei cantieri. Un dettaglio poi spiega molte cose sul mutamento della forza lavoro in edilizia: le vittime hanno sempre più spesso oltre 55 anni. Allora forse per celebrare in un modo fattivo il Safe Day varrebbe la pena, una volta pronunciati i discorsi di rito, discutere di proposte che servano a fermare le morti e a creare un maggior clima di responsabilizzazione da parte delle imprese. E in quest’ottica è singolare che non si parli più dell’ipotesi della «patente a punti» per le aziende edili, una proposta che nel 2011 si era addirittura concretizzata in un avviso comune tra le parti sociali ma che successivamente è rimasta lettera morta. Oggi i sindacati dell’edilizia, in particolare la Filca-Cisl, la riportano all’attenzione del mondo politico e imprenditoriale. Sostiene il segretario generale Franco Turri: «Sia chiaro che in nome della sicurezza non chiediamo più burocrazia. Se c’è un settore totalmente deregolato è proprio l’edilizia, basta iscriversi alla Camera di Commercio e il giorno dopo si apre una nuova impresa nella totale improvvisazione. I morti sul lavoro sono il risultato di una situazione fuori controllo». La patente a punti verrebbe rilasciata dalle Camere di Commercio e gestita dagli enti bilaterali, si parte con 20 punti e subito dopo entrano in funzione meccanismi di premialità a fronte di comportamenti virtuosi e invece di penalizzazione in caso contrario. Un incidente mortale comporta 10 punti in meno. Oltre al meccanismo della sottrazione di punti le aziende scorrette verrebbero punite di fatto con un rincaro dei premi assicurativi Inail e con il giudizio negativo degli enti appaltanti che potrebbero escludere dalle gare le imprese a punteggio più basso. Come in tutte le proposte si può discutere formulazione e regolamento (che presenta qualche farraginosità) se si vuole però tradurre il Safe Day in atti concreti è più produttivo discuterne chiedendo alle associazioni di uscire allo scoperto e di far sentire la propria opinione.

Dario Di Vico

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