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Inchiesta Trani, il Mef non si costituisce parte civile

Udienza con «giallo» al processo per manipolazione del mercato a sei tra manager e analisti delle società di rating Standard & Poor’s e Fitch in corso dinanzi al tribunale di Trani.
Il legale di uno degli analisti di S&P ha accusato il pm, Michele Ruggiero, di avere «occultato» ai difensori e al giudice dell’udienza preliminare – che dispose i rinvii a giudizio delle 2 agenzie – la deposizione di Mario Monti. Secca la replica: mai nascosto nulla a nessuno. Intanto il Mef non si è costituito parte civile, ammesse invece le associazioni dei consumatori.
Udienza con «giallo» al processo per manipolazione del mercato a sei tra manager e analisti delle società di rating Standard & Poor’s e Fitch in corso dinanzi al tribunale di Trani ed aggiornato al 16 aprile, quando si conoscerà il destino delle eccezioni preliminari sollevate dai difensori su competenza territoriale e giurisdizione. Il legale di uno degli analisti di S&P, Luigi Isolabella, ha accusato il pm, Michele Ruggiero, di avere «occultato» ai difensori e al giudice dell’udienza preliminare – che dispose i rinvii a giudizio delle 2 agenzie – la deposizione di Mario Monti. L’allora premier aveva cioè smentito un articolo del Corriere della Sera che gli attribuiva l’affermazione secondo cui il declassamento del rating «era un attacco all’Italia e all’Europa». Quelle parole non erano sue e aveva detto anche altre cose al Pm, contenute in una deposizione prodotta per la prima volta a dibattimento il 27 gennaio 2015 da Ruggiero, come nuovo atto di indagine, ma acquisita secondo la difesa dallo stesso pm molto prima, il 25 marzo 2014, quand’era in corso l’udienza preliminare. Dunque un atto «favorevole alla difesa» nascosto ai difensori e quindi causa di compressione dei diritti degli imputati che, a conoscenza del suo contenuto, avrebbero potuto decidere anche di ricorrere ai riti alternativi. Di qui la richiesta di nullità del decreto che ha disposto il giudizio a carico di S& P. Il pm ha ribattuto di non aver «occultato nulla a nessuno» e di aver «agito legittimamente». L’udienza – iniziata con l’ammissione delle parti civili che ne avevano fatta richiesta(Adusbef e Adusbef Puglia, Acu e Federconsumatori e 13 risparmiatori) a differenza del ministero dell’Economia che non si è costituito ieri né parte civile né persona offesa – è stata occupata,per intero, dalla discussione sulle eccezioni preliminari. A cominciare dalla competenza territoriale:Roma(luogo di emissione dei titoli del Tesoro) o Milano (sede della Borsa che gestisce domanda ed offerta dei titoli quotati) ma non Trani. Al contrario secondo Ruggiero «i reati sono puniti dalle leggi italiane anche se commessi all’estero e tutto è avvenuto a Londra da cittadini residenti all’estero e la competenza è del pm che per primo iscrive la notizia di reato, quindi Trani». L’altra eccezione è sulla carenza di giurisdizione italiana perché l’eventuale reato è stato compiuto all’estero, perché S&P è società di diritto inglese e non ha sedi principali in Italia, quindi va prosciolta subito. Per Fitch invece, ai fini dell’illecito amministrativo di cui alla legge 231/2001, la competenza è di Milano. Se riterrà la sua competenza e respingerà l’eccezione di nullità degli atti, il 16 aprile il tribunale discuterà dei mezzi di prova, a cominciare dall’ammissione dei testimoni.

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