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Inchiesta dell’Antitrust sui big dei viaggi online

Le prenotazioni online di vacanze nel mirino dell’Antitrust. L’Autorità, su segnalazione di Federalberghi, del Nucleo speciale tutela mercati della Guardia di Finanza e di Aica-Confindustria alberghi, ha deciso di avviare un’istruttoria per verificare se le agenzie turistiche on line Booking ed Expedia limitino, attraverso gli accordi con le strutture alberghiere, la concorrenza sul prezzo e sulle condizioni di prenotazione tra i diversi canali di vendita, ostacolando la possibilità per i consumatori di trovare sul mercato offerte più convenienti, come sottoliena una nota Antitrust.
L’Autorità guidata da Giovanni Pitruzzella indagherà se le clausole previste da Booking ed Expedia che vincolano le strutture ricettive a non offrire i propri servizi alberghieri a prezzi e condizioni migliori tramite altre agenzie di prenotazione online, e in generale, tramite qualsiasi altro canale di prenotazione (siti web degli alberghi compresi). Secondo l’Antitrust l’utilizzo di queste clausole da parte delle due principali piattaforme presenti sul mercato potrebbe limitare significativamente la concorrenza sia sulle commissioni richieste alle strutture ricettive che sui prezzi dei servizi alberghieri, in danno, in ultima analisi, dei consumatori finali. Il procedimento deve concludersi entro il 30 luglio 2015.
Booking.com, gruppo olandese di prenotazioni online, ha espresso «massima collaborazione e rispetto nei confronti dell’Autorità». Il gruppo Booking.com precisa che «già a febbraio aveva scritto all’Antitrust rendendosi disponibile al dialogo nella massima trasparenza, e si dice fiducioso del rapporto con i propri clienti e del confronto sempre aperto con le singole strutture alberghiere». Dal canto suo Expedia ha assicurato la «massima collaborazione con l’Antitrust» e ha fatto sapere di essere «convinta di agire nel totale rispetto di tutte le leggi in vigore, offrendo un servizio di valore sia per i consumatori che per più di 290mila partner alberghieri in tutto il mondo».
«Federalberghi esprime forte apprezzamento per la decisione Antitrust di aprire un’istruttoria su grandi portali come Booking ed Expedia – ha detto Alessandro Nucara, direttore generale dell’associaizone –; i danneggiati, oltre alle imprese, sono gli utenti, che pagano commissioni anche del 30% sul costo della stanza».
«L’auspicio – sottolinea Giorgio Palmucci, presidente di Confindustria alberghi – è che l’istruttoria apra una nuova fase nel rapporto con quelli che sono i principali attori del mercato online, nell’interesse delle imprese (oggi troppo condizionate nelle loro politiche commerciali dallo strapotere delle Olta) e dei consumatori che da un mercato effettivamente libero non possono che trarre vantaggi».

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