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Inchiesta Consob sull’Opa Bulgari

di Fabio Pavesi

La Consob ha aperto questa mattina ufficialmente l'inchiesta sull'Opa "con la svista" di Lvmh su Bulgari, sulla base della denuncia avanzata all'Authority da tre fondi americani, anticipata da Il Sole 24 Ore di domenica scorsa. L'esposto riguarda, secondo i denuncianti, un piccolo ma colossale errore che rischia di complicare la vita al gruppo di Bernard Arnault che potrebbe, se l'esposto fosse giudicato dalla Commissione fondato nella forma e nella sostanza, essere costretto ad alzare il prezzo dell'Offerta pubblica d'acquisto.

La svista riguarda 57mila azioni Bulgari di proprietà personale dei fratelli Paolo e Nicola che sono state consegnate nell'Opa di scambio azionario e che non erano previste dagli accordi. È questo l'aspetto paradossale della vicenda. Perché quelle 57mila azioni Bulgari di troppo si confrontano con la bellezza di oltre 150 milioni di azioni oggetto dell'operazione e che hanno consentito a Lvmh di rilevare il controllo del gruppo italiano.

Visti questi numeri siamo davvero all'inezia. Quei 57 mila titoli di troppo sono solo lo 0,02% del capitale della casa del lusso romana, ma gli autori dell'esposto ravvisano che di questo fatto non è stata data informazione al mercato e che solo il 18 luglio a operazione ormai conclusa (lo scambio azionario tra Lvmh e i Bulgari si è chiuso il 30 giugno) Lvmh pubblica un comunicato con il quale ammette che le 57mila azioni non sono state computate nel l'accordo per un "errore materiale". Ma al di là dell'aspetto formale, che minerebbe la parità di trattamento tra tutte le categorie di azionisti, c'è quello di sostanza. In cambio delle maggiori azioni dei Bulgari, Lvmh avrebbe conferito 6.178 dei propri titoli in più (senza dichiararlo), ma soprattutto il valore delle azioni nel rapporto di concambio al 30 giugno ha finito per assegnare alle Bulgari, secondo gli autori dell'esposto, un valore di 13,45 euro, un prezzo più alto di 1,2 euro rispetto ai 12,25 euro pattuiti per l'Opa. Fin qui le ragioni dei denuncianti.

La replica Lvmh

Lvmh però non ci sta e rigetta questa interpretazione dei fatti. Per la casa francese «la rettifica formale del numero di azioni Bulgari apportate lo scorso 30 giugno non costituisce un nuovo accordo e perciò non ha incidenza sul prezzo dell'Opa. Le 57mila azioni, prosegue il comunicato del gruppo francese, la cui indicazione è stata omessa dalla famiglia, sono state apportate alle stesse condizioni delle altre azioni. Lvmh quindi non ha in alcun modo acquisito titoli Bulgati a un prezzo superiore rispetto a quello fissato per l'Opa». Lvmh si dice serena e conferma che l'Opa sarà lanciata a un prezzo di 12,25 euro, senza modifiche al rialzo. Il nodo ora è proprio l'offerta totalitaria: dopo aver assunto il controllo di maggioranza grazie all'acquisizione del pacchetto della famiglia Bulgari, Lvmh deve ora rilevare il 24% delle azioni ancora sul mercato. Il 20 luglio scorso il colosso francese ha depositato il prospetto in Consob. Ora l'arrivo dell'esposto e l'apertura dell'inchiesta rende il percorso più intricato. Spiegano fonti vicine all'Authority: «Gli uffici sono impegnati nel lavoro di verifica della denuncia. Andrà stabilita la sua fondatezza formale e sostanziale e su quella base si prenderanno le decisioni in merito che prevediamo di formulare entro il 4 di agosto». Se la Consob darà ragione a chi ha avanazato la denuncia dovrebbe esprimersi anche sul prezzo, in caso contrario ci sarà un rigetto e il valore resterà fermo ai 12,25 euro. Intanto ieri Bulgari, che ha opposto no comment sull'intera vicenda, ha diffuso i conti del semestre.

Il fatturato è salito a 548 milioni di euro con un incremento del 23,6% mentre l'utile operativo ha toccato quota 15,3 milioni sui 12,3 milioni conseguiti nel primo semestre del 2010.

E sopratttutto nei conti della casa romana del lusso è tornato l'utile per 9,1 milioni dalla perdita per 7,7 milioni di fine giugno del 2010.

 

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