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Inchiesta banche, primo sì alla commissione

Concludere i lavori della commissione d’inchiesta sulle banche entro un anno dalla sua costituzione. Ma anche un’indagine che si concentri su tutti gli istituti rimasti coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto che sono stati o sono destinatari, anche in forma indiretta, di risorse pubbliche o sono stati posti in stato di risoluzione. Arriva così il primo via libera del Parlamento all’istituzione di una commissione d’inchiesta sul sistema bancario.
La commissione Finanze del Senato ha dato mandato al relatore, Mauro Maria Marino (Pd), a riferire in Aula. Il mandato, ha riferito Marino, è stato votato da tutti i gruppi tranne la Lega, mentre i 5Stelle si sono astenuti sul testo, contestando la scelta di lasciare il termine di un anno per i lavori della bicamerale e la mancata introduzione di incompatibilità per deputati e senatori che abbiano avuto rapporti con le banche.
Bocciate, dunque, le proposte di modifica avanzate dalle opposizioni che avevano ipotizzato di specificare una conclusione dei lavori entro la fine della legislatura o entro il 31 dicembre 2017. Ci sarebbe comunque ancora spazio per definire i tempi di durata dell’inchiesta con il via libera a un ordine del giorno in Aula che preveda una chiusura entro la fine della legislatura in corso.
Sull’ambito di attività della commissione d’inchiesta, oggetto di molte richieste di modifica, alla fine sono stati ritirati i diversi emendamenti, mentre è stata approvata la proposta di modifica presentata dal relatore che, come detto, estende i poteri della commissione d’inchiesta anche sulle banche poste in stato di risoluzione e comunque su tutte quegli istituti che hanno beneficiato di risorse pubbliche.
Va bene il primo via libera, «ora si inizi rapidamente il lavoro» ha commentato a caldo il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta al termine dei lavori in commissione Finanze. «Il governo ha sostenuto l’opportunità e l’urgenza» dell’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle banche e «siamo soddisfatti». Soddisfazione espressa anche da Marino che ricorda come la nuova bicamerale, composta da venti senatori e venti deputati, avrà il compito di verificare gli effetti della crisi finanziarie globali sul sistema bancario, così come la gestione degli istituti bancari che sono rimasti coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto».

Marco Mobili

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