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Incentivo assunzioni in automatico

Il bonus contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio potrà essere fruito senza particolari formalità, domande o autocertificazioni. Il datore di lavoro utilizzerà il canale Inps dell’EMens, indicando il codice di autorizzazione per gli incentivi.
Ad anticipare le linee guida per dare attuazione all’incentivo previsto dalla legge di stabilità è stata Gabriella Di Michele, dirigente dell’istituto di previdenza, intervenuta ieri al Forum organizzato dai consulenti del lavoro.
L’agevolazione della legge 190/2014 consiste nella decontribuzione fino a 8.060 euro annuali, per tre anni, per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2015. Per mettere a punto i dettagli attuativi si sono intensificati i contatti tra le amministrazioni, Inps, ministero del Lavoro, Palazzo Chigi; la circolare dovrebbe essere imminente, per non bruciare altro tempo e chance rispetto al bonus. «L’Inps – ha detto Di Michele – ritiene che la procedura per beneficiare dell’incentivo debba essere la più semplice possibile».
Dall’istituto di previdenza è arrivata anche un’apertura sostanziale. Lo sconto fino a 8.060 euro spetterà anche in caso di trasformazione del contratto da tempo determinato a indeterminato, a prescindere dall’eventuale interruzione. «La ratio della legge – ha precisato Di Michele – consiste nella promozione dell’occupazione stabile, per questo riteniamo che non sussistano ostacoli alla concessione del bonus nei casi in cui si passi dal tempo determinato a quello indeterminato».
L’incentivo – secondo l’Inps – andrà riproporzionato in caso di rapporto di lavoro a tempo parziale. Si tratta di una soluzione che non piace ai consulenti, secondo i quali la riparametrazione non è prevista dalla legge.
I consulenti del lavoro stanno seguendo passo passo le misure attuative per evitare che il beneficio, nella fase attuativa, si trasformi in una complicazione per le imprese o, peggio, in una penalizzazione. In questo senso una delle prove diaboliche da superare è la verifica dei requisiti attraverso il Durc, il documento unico che attesta la regolarità nel pagamento dei contributi. «La decontribuzione – ha spiegato Di Michele – è un incentivo, condizionato alla regolarità contributiva. Faremo verifiche due volte l’anno». Quindi non si osserverà in maniera stringente la validità del documento unico, che nel pubblico arriva a 120 giorni. Il punto, però, è che cosa succede se la verifica del Durc risultasse negativa.
L’istituto è orientato a sanzionare l’irregolarità con la decadenza dal beneficio, ma non con la richiesta di restituire quanto percepito fino a quel momento. In questo modo le aziende non dovrebbero ricevere, a distanza di mesi o di anni, avvisi per la ripetizione del bonus, con il corredo di interessi e sanzioni, come invece è avvenuto spesso – ha ricordato Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro – con le agevolazioni della legge 704.
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