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Incentivi lavoro, pronte 190mila Pmi

È legge il nuovo incentivo per assumere a tempo indeterminato giovani tra i 18 e i 29 anni; e secondo le prime stime, elaborate da Unioncamere, su richiesta del ministero del Lavoro, sono circa 190mila le piccole e medie imprese orientare a utilizzare lo sgravio contributivo (per 18 mesi, o 12 mesi in caso di trasformazione di un rapporto a tempo, con un tetto mensile di 650 euro). Si andrebbe oltre quota 190mila se nel conto si considerassero pure le grandi imprese.
«È un numero molto ampio di aziende», sottolinea il ministro Enrico Giovannini. L’incentivo è finanziato, fino al 2016, con circa 800 milioni (794, per la precisione) e ipotizzando un utilizzo medio di 8mila euro ogni nuovo assunto, la stima del ministro è di poter creare «almeno 100mila nuovi posti di lavoro», considerato come anche in caso di conversione del contratto a tempo indeterminato, per fruire dell’agevolazione, l’impresa dovrà fare comunque una nuova assunzione (ci dovrà quindi essere un incremento occupazionale netto). E se la misura avrà successo, nei prossimi mesi, auspicando anche l’inizio dell’annunciata ripresa economico-produttiva, «potrà essere ulteriormente finanziata» utilizzando eventuali risorse regionali; parte dei nuovi fondi Ue 2014-2020; e gli 1,5 miliardi che arriveranno in dote all’Italia dalla «Youth Guarantee» (Garanzia giovani).
Per le imprese che non prevedono nuove assunzioni a tempo indeterminato (e quindi non potranno utilizzare lo sgravio contributivo) il decreto lavoro semplifica altre forme contrattuali, in primis i contratti a termine, riportando le pause per i rinnovi a 10 e 20 giorni; e rimettendo alle parti sociali la possibilità di intervenire sulla “causale”.
Il ministro conferma poi come il governo stia pensando a un intervento per ridurre il cuneo fiscale (che in Italia è al livello record del 53,5%, dietro solo al 55,5% del Belgio): «Nella legge di stabilità faremo una proposta; l’auspicio è che nell’arco di due-tre anni si possa produrre un effetto significativo sul cuneo». Anche però il nuovo incentivo per stabilizzare giovani, se utilizzato, avrà un effetto positivo per le aziende. Il ministro cita due esempi. «Per una impresa di 10 addetti, se stabilizza due giovani con la decontribuzione per 18 mesi, il beneficio è di una riduzione complessiva di 4 punti di cuneo su tutti e 12 i dipendenti». Mentre per un’azienda con 100 addetti, se assume, con la nuova agevolazione per 18 mesi, 10 nuove unità, la riduzione del cuneo complessivo è di due punti».
Secondo l’indagine Unioncamere (interviste a un campione a più di 10mila imprese) una percentuale elevata di aziende è a conoscenza dell’agevolazione varata mercoledì notte dall’Esecutivo: oltre il 76%; si supera l’80% per le aziende con 10-49 addetti. Delle circa 190mila pmi interessate all’incentivo, 54mila operano nel Mezzogiorno, altre 54mila nel Nord-Ovest; 41mila nel Nord-Est; 40mila nel Centro. Si confermano le imprese esportatrici e quelle innovative quelle più propense a fruire dello sgravio contributivo; mentre, tra i settori, è nelle costruzioni la percentuale più alta di di aziende interessate al “bonus”: 15,9%, a seguire l’industria al 14,6%. Significativo pure come il 38% delle imprese da 1 a 49 addetti affermi che senza l’incentivo non avrebbe effettuato alcuna assunzione.
Giovannini parla anche delle altre questioni urgenti, da affrontare nelle prossime settimane. A partire dal riordino dei centri per l’impiego: «Il 30 luglio c’è stata la prima riunione della struttura di missione. A ottobre faremo una proposta operativa su come utilizzare le risorse della Youth Guarantee; in ogni caso le misure che vareremo dovranno essere operative dal 1° gennaio 2014». Sul fronte invece del ri-finanziamento di cassa e mobilità in deroga (le regioni chiedono ulteriori 1,5 miliardi per chiudere il 2013) il ministro conferma come «si stia valutando l’entità dell’intervento a settembre. E si emanerà il decreto per rivedere i criteri di concessione di questi sussidi».

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