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Incentivi alle esportazioni, niente risorse al fondo perduto

Arrivano i fondi per l’internazionalizzazione delle imprese ma lo stanziamento previsto nella bozza del decreto Sostegni bis prevede risorse per la copertura del solo finanziamento agevolato e non anche per la parte a fondo perduto.

La relazione di accompagnamento alla bozza del provvedimento non lascia dubbi: «Per fare fronte all’esigenza prioritaria di sostenere la penetrazione dei mercati esteri da parte delle imprese italiane, la disposizione prevede il rifinanziamento per 1,2 miliardi di euro per l’anno 2021 del fondo 394/81 destinato ad erogare crediti agevolati a sostegno dell’internazionalizzazione».

La data di riapertura dello sportello di presentazione delle domande si avvicina (3 giugno), come già anticipato sul Sole 24 Ore dell’8 aprile scorso, ma non è ancora noto se il contributo a fondo perduto sarà confermato al 40%, ridotto rispetto a questa percentuale o, addirittura, se non ci sarà affatto.

Il rifinanziamento, al momento, riguarda infatti esclusivamente il fondo previsto dalla legge 394/81, mentre la quota di cofinanziamento a fondo perduto attinge al Fondo per la promozione integrata previsto dall’articolo 72 del decreto legge 18/2020 che non è al momento interessato dal rifinanziamento e potrebbe quindi contare sui soli eventuali residui rispetto al precedente sportello, per il quale non sono ancora state deliberate tutte le pratiche.

Il precedente sportello

Il 6 agosto 2020 era divenuto operativo l’allargamento delle misure agli interventi riferiti agli Stati membri dell’Unione europea come previsto dal decreto ministeriale 11 giugno 2020, in parallelo a quanto previsto dall’approvazione del regime di aiuti nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di stato all’economia nell’ambito dell’emergenza Covid-19, avvenuta in data 31 luglio 2020.

L’autorizzazione specificava che «lo scopo del regime è aiutare le società a contrastare la carenza di liquidità derivante in particolare dall’impatto economico dell’epidemia di coronavirus, garantendo così il proseguimento delle loro attività» e identifica come beneficiari le «società registrate in Italia impegnate in attività e operazioni internazionali e le cui attività sono state particolarmente colpite dall’epidemia di coronavirus».

I beneficiari dell’agevolazione

Possono richiedere l’agevolazione tutte le imprese aventi sede legale in Italia, in forma singola o aggregata. Solo la misura relativa al rafforzamento patrimoniale esclude le grandi imprese che non possono qualificarsi come mid-cap, mentre le altre misure sono aperte a imprese di qualsiasi dimensione.

Condizioni e importi

L’operazione, tecnicamente, si configura come un finanziamento agevolato a copertura del 100% delle spese preventivate, erogato a un tasso che è pari al 10% del tasso di riferimento.

Gli importi ammissibili variano a seconda delle misure. Il contributo a fondo perduto poteva arrivare al 40% dell’importo dell’operazione, secondo quanto deliberato da Simest nel corso del precedente sportello.

Le sette misure previste

Il fondo prevede sette diverse misure agevolabili a favore delle imprese che intendono internazionalizzare la propria attività. Le imprese possono presentare progetti inerenti la partecipazione a fiere internazionali, programmi di inserimento sui mercati esteri, attività di acquisizione dei servizi di un temporary export manager o per la realizzazione di investimenti in ambito e-commerce, nonché per la realizzazione di studi di fattibilità e per l’assistenza tecnica all’estero. A queste misure possono partecipare tutte le imprese a prescindere dalla propria dimensione.

La settima misura, particolarmente allettante per gli importi richiedibili (fino a 800mila euro per imprese nella scorsa edizione) è quella relativa alla patrimonializzazione delle imprese, i cui i beneficiari sono le sole piccole e medie imprese e le mid-cap, la quale mira a rafforzare le imprese esportatrici.

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