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Incentivi a chi è senza il Durc

Non rientra tra le condizioni di ammissibilità per la concessione del finanziamento legato alla Sabatini-bis il regolare possesso da parte dell’impresa del Documento unico di regolarità contributiva (Durc). Viceversa un Durc regolare è necessario in sede di erogazione all’impresa delle agevolazioni. La certificazione antimafia, da acquisire da parte del ministero dello sviluppo economico è richiesta, così come previsto dal dlgs n. 159/2011, per contributi che superano la soglia di 150 mila euro. Il modulo di domanda deve essere accompagnato dalle dichiarazioni antimafia, redatte secondo le modalità stabilite dalla Prefettura competente, nel caso in cui l’importo del finanziamento superi il limite di 1.900.000 euro. Lo Sviluppo economico ha comunque la facoltà, in fase di concessione del contributo, di chiedere all’impresa le suddette dichiarazioni. Le dichiarazioni antimafia devono essere sottoscritte dal legale rappresentante e dagli ulteriori soggetti dichiaranti, ove presenti, successivamente scansionate e infine firmate digitalmente dal legale rappresentante. Questi alcuni dei chiarimenti forniti dal Ministero dello sviluppo economico con le nuove faq del 30 aprile scorso pubblicate nella «sezione beni strumentali» del sito Mise. I tecnici dello sviluppo economico evidenziano, nel caso di società con diversi codici di classificazione delle attività economiche (codice ateco) nel modulo della domanda va indicato il codice relativo all’attività nella quale ricade l’investimento. Una domanda che non valorizza il campo Inail pur avendo l’impresa dei dipendenti viene respinta in quanto incompleta salvo rari casi in cui l’impresa non è tenuta all’iscrizione Inail. Nel caso in cui il modulo di domanda fosse incompleto in alcune sue parti non è possibile fornire integrazioni. Deve essere compilato un nuovo modulo e una domanda incompleta non è ricevibile. Ricordiamo che ai fini della concessione del contributo le imprese interessate, a corredo della richiesta di finanziamento, presentano alla banca o all’intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo, oltre all’ulteriore documentazione richiesta, anche una dichiarazione, sottoscritta dal rappresentante legale o da un suo procuratore speciale ai sensi degli articoli 47 e 76 del dpr 28 dicembre 2000, n. 445, attestante il possesso dei requisiti e la conformità degli investimenti oggetto della richiesta di finanziamento a quanto previsto dal presente dm 27/11/2013. Il mancato utilizzo dei predetti schemi, la sottoscrizione di dichiarazioni incomplete e l’assenza, anche parziale, dei documenti e delle informazioni richieste costituiscono condizioni per l’inammissibilità al contributo. Infine i tecnici di prassi rispondendo ad un ulteriore quesito sostengono che l’Iva non è una spesa ammissibile.

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