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Inammissibile l’appello notificato via Pec

La notifica via Pec relativa ad atti tributari eseguite presso le Commissioni tributarie dove non sia stato ancora introdotto il processo telematico è inammissibile; solo con i decreti del direttore generale delle finanze del 30 giugno 2016 e del 15 dicembre 2016 le regole tecniche sono state previste per tutto il territorio nazionale, compresa la regione Lazio, a partire dal 15 aprile 2017. Lo ha stabilito la sezione quinta della Commissione tributaria regionale di Roma nella sentenza n. 1296/2017. Con atto notificato a mezzo Pec, il contribuente impugnava una sentenza emessa dalla Commissione tributaria provinciale di Roma che rigettava il ricorso presentato per impugnare un preavviso di fermo amministrativo subito dal ricorrente. Il contribuente denunciava varie illegittimità della sentenza eccependo omissioni, a suo dire, consumate dal Collegio provinciale. Concludeva chiedendo l’accoglimento dell’appello con la condanna alle spese del doppio grado di giudizio. Dopo aver rilevato che la notifica dell’atto di appello è avvenuta, da parte dell’appellante, attraverso l’utilizzo della Pec, la Commissione capitolina ha ritenuto l’impugnazione inammissibile. Richiamando le disposizioni della cassazione (sent. n. 17941/2016) il Collegio ha scritto che, in tema di contenzioso tributario, la notifica della sentenza effettuata a mezzo Pec dal difensore del contribuente, munito dall’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di appartenenza, all’Amministrazione finanziaria è inesistente e insuscettibile di sanatoria, per cui non è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione, atteso che, ai sensi dell’articolo 16 bis, comma 3, del dlgs n. 546/92, che richiama il dm n. 163/2013, le notifiche tramite Pec degli atti del processo tributario sono previste in via sperimentale solo a decorrere dal primo dicembre 2015 ed esclusivamente dinanzi alle Commissioni tributarie della Toscana e dell’Umbria, come precisato dall’articolo 16 del dm 4 agosto 2015. Ne consegue che, nella regione Lazio non è prevista tale notifica. L’applicazione di questo tipo di notifica deve essere preceduta da appositi decreti. In senso conforme si pone, oltre alla cassazione, anche la Ctr Lombardia nella sentenza n. 1711/34/2016. Solo con i decreti del direttore generale delle finanze 30 giugno 2016 e 15 dicembre 2016 le regole tecniche sono state previste per tutto il territorio nazionale, compresa la regione Lazio, a partire dal 15 aprile 2017.

Benito Fuoco

[omissis] Con l’atto di appello depositato in data 23/5/2016 e notificato a mezzo Pec a Equitalia Sud spa, ( ) impugnava la sentenza n. 22852/06/15, emessa dalla Commissione tributaria provinciale di Roma e depositata il 3/11/2015, con la quale respingeva il ricorso in primo grado proposto per impugnare il preavviso di fermo amministrativo n. ( )

Concludeva, chiedendo l’accoglimento dell’appello con condanna alle spese del doppio grado di giudizio da distrarsi.

Preliminarmente la Commissione tributaria regionale rileva che la notifica dell’atto di appello è avvenuta, da parte dell’appellante, attraverso l’utilizzo della Pec, determinando così l’inammissibilità dell’atto di impugnazione.

Richiamando la giurisprudenza della Suprema Corte, secondo la quale «In tema di contenzioso tributario, la notifica della sentenza effettuata a mezzo Pec dai difensore del contribuente, munito dell’autorizzazione dei Consiglio dell’ordine di appartenenza, all’Amministrazione finanziaria, in data 5 dicembre 2014, è inesistente e insuscettibile di sanatoria, per cui non è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione, atteso che, ai sensi dell’art. 16-bis, comma 3, del dlgs n. 546 del 1992, che richiama il dm 23 dicembre 2013, n. 163, le notifiche tramite Pec degli atti del processo tributario sono previste in via sperimentale solo a decorrere dal 1° dicembre 2015 ed esclusivamente dinanzi alle commissioni tributarie della Toscana e dell’Umbria, come precisato dall’art. 16 dei dm 4 agosto 2015» (vds. Cass. n. 17941/2016), la notifica a mezzo Pec ancora non è ammissibile nel processo tributario e, in particolare, per quanto di interesse, nella regione Lazio.

Infatti, le notifiche a mezzo posta elettronica certificata sono consentite laddove è operativa la disciplina del c.d. processo tributario telematico.

L’applicazione di quest’ultimo deve essere preceduta dai decreti di cui al dm del ministro della economia e finanze 23 dicembre 2013, n. 162, art. 3, comma 3.

In senso conforme a detta interpretazione, oltre la Suprema corte, si pone anche la giurisprudenza tributaria, secondo cui è inammissibile l’appello tributario notificato a mezzo posta elettronica certificata in quanto la notifica a mezzo Pec nel processo tributario ancora non è operativa (vds. Ctr Lombardia sentenza n. 1711/34/2016).

Solo con i decreti del direttore generale delle Finanze 30 giugno 2016 e del 15/12/2016 le regole tecniche sono state previste per tutto il territorio nazionale, compresa la regione Lazio, a partire dal 15/4/2017.

Pertanto, l’appello deve essere dichiarato inammissibile per la inesistenza della notifica. Nulla sulle spese stante la contumacia della appellata. ( )

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