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In vendita le tasse delle banche

di Marco Piazza

È in arrivo un aiuto alla patrimonializzazione delle banche, in vista di Basilea 3, attraverso la trasformazione di alcune tipologie di imposte differite attive in crediti d'imposta. Ai fini del calcolo del patrimonio di vigilanza di base (Tier 1), Basilea 3 sembra prevedere, infatti, che le imposte differite attive possano essere computare solo nella misura del 10% (15% in aggregato con altre tipologie di attività).

Le imposte anticipate hanno un peso rilevante sui bilanci delle banche italiane, soprattutto per effetto della deducibilità differita delle svalutazione dei crediti verso la clientela, ma anche per gli avviamenti iscritti nelle operazioni straordinarie (si veda Oic, Applicativo 1).

Probabilmente allo scopo di attenuare l'impatto dei nuovi criteri di vigilanza patrimoniale sulle banche in perdita, l'articolo 2, comma 55 del Dl 225/2010, convertito dalla legge 10/2011, stabilisce che le imposte differite attive siano trasformate, entro certi limiti, in crediti d'imposta che la banca non può chiedere a rimborso e che non producono interessi, ma che possono essere ceduti oppure compensati – senza limiti d'importo – in «F24».

Pare che la cessione possa essere fatta solo con la procedura "infragruppo" di cui all'articolo 43 ter del Dpr 602 del 1973, perché la procedura di cui all'articolo 43 bis (a terzi) consente al cessionario solo di conseguire il rimborso del credito, cosa che nella fattispecie non è possibile, e non anche di utilizzarlo in compensazione.

Si tratta di una sorta di "cartolarizzazione delle imposte differite attive" che dovrebbe consentire di riclassificare le imposte stesse nella voce "crediti verso l'Erario" che non sono soggette a deduzione dal patrimonio di vigilanza.

La trasformazione riguarderà le attività per imposte anticipate relative alle svalutazioni di crediti tassate nonché quelle relative agli avviamenti e alle altre attività immateriali, a deducibilità differita nel tempo.

La trasformazione – che opera solo qualora nel bilancio individuale della società venga rilevata una perdita d'esercizio – riguarda un importo pari al prodotto, da effettuarsi sulla base dei dati di bilancio, secondo la seguente formula: Perdita d'esercizio per Attività per imposte anticipate diviso Capitale sociale e riserve.

Come si può notare le imposte differite trasformabili saranno maggiori per le banche con perdite più elevate e con rilevante incidenza delle imposte differite sul patrimonio contabile. Ovviamente non saranno più ammesse variazioni in diminuzione in corrispondenza delle imposte anticipate trasformate in credito, poiché altrimenti la banca otterrebbe un doppio beneficio. A scanso di equivoci, la legge prevede che la "trasformazione" non genera materia imponile ai fini Ires o Irap (del resto, non dovrebbe comportare impatti sul conto economico). Un decreto ministeriale disciplinerà i dettagli della norma.

È auspicabile che vengano chiariti i rapporti con l'articolo 10 quater del Dlgs 74/2000 che prevede sanzioni penali (aggravate dalla confisca per equivalente, secondo la Cassazione 42462 del 2010) in caso di compensazione di crediti non spettanti e con l'articolo 27, comma 18 del decreto legge 185/2008 che prevede una sanzione del 200% dei crediti utilizzati indebitamente. In particolare è bene che un eventuale sindacato del fisco sulle modalità di determinazione delle imposte differite attive (che presentano margini di soggettività) non assuma rilevanza ai fini sanzionatori.

Inoltre dovrà essere chiarito il criterio da utilizzare per neutralizzare le future variazioni in diminuzione corrispondenti alle imposte differite trasformate (fino a concorrenza, con criterio proporzionale, in coda al processo di riversamento). La norma è finanziata con l'allungamento di un anno (da 9 a 10) del periodo di ammortamento degli avviamenti affrancati in base all'articolo 15, comma 10 del Dl 185/2008; oltre a tutto, a partire dal periodo d'imposta in corso alla data del 27 febbraio 2011 e con effetto dagli acconti di quest'anno.

 

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