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In UniCredit spuntano nuovi soci

di Marigia Mangano

Forti acquisti in Borsa sul titolo UniCredit mentre spuntano nuovi soci nel capitale della banca. Le azioni dell'istituto di piazza Cordusio, entrati ieri nella terza e ultima settimana dell'aumento di capitale da 7,5 miliardi (il 27 è l'ultimo giorno per l'esercizio dei diritti di opzione), hanno segnato un rialzo del 10,44% chiudendo a un prezzo di riferimento di 3,66 euro. La performance, in linea con l'andamento generale del listino e in particolare dei titoli bancari, ha portato le azioni a essere sospese nel corso della seduta per eccesso di rialzo.
Parte dunque in discesa l'ultimo pezzo della maxi ricapitalizzazione dell'istituto. Il livello di sconto dell'offerta delle nuove azioni e le prospettive del piano industriale della banca hanno portato diversi investitori a credere nell'operazione, con il risultato che secondo alcuni osservatori il libro soci della banca riserverà qualche sorpresa. Specie sul fronte dei soci privati. Il dossier dell'aumento è infatti stato presentato a diversi imprenditori e gruppi industriali di spicco, tra cui Diego Della Valle, patron di Tod's. Secondo indiscrezioni Della Valle avrebbe sottoscritto un pacchetto consistente di titoli, qualcuno dice poco sotto la soglia del 2%. Qualcosa avrebbe preso anche Mario Moretti Polegato, a capo del gruppo Geox, con un investimento che dovrebbe aggirarsi intorno ai cento milioni. Ci sono poi gli imprenditori di Genova, la famiglia Malacalza, soci del gruppo Pirelli di Marco Tronchetti Provera, che avrebbero avuto alcuni incontri con le banche del consorzio per verificare la possibilità di prendere una piccola quota.
L'impegno dei nuovi soci dovrebbe in un certo senso compensare la diluizione di alcuni imprenditori/famiglie che storicamente fanno parte dell'azionariato di UniCredit ma che questa volta hanno sottoscritto solo parzialmente l'aumento di capitale. A parte Leonardo del Vecchio, patron di Luxottica, che avrebbe seguito in toto l'aumento (secondo alcuni anche ritoccando al rialzo la quota attuale, pari allo 0,5%), la famiglia Pesenti ha infatti sottoscritto solo il 30% dei diritti di opzione (circa dieci milioni) con il risultato che la quota dello 0,5% è destinata a diluirsi, con ogni probabilità intorno allo 0,3% circa, forse qualcosa in più. Così come la famiglia Maramotti, presente all'ultima assemblea di UniCredit con l'1,22% del capitale, ha puntato circa 50 milioni di euro sull'aumento della banca di Piazza Cordusio. La somma messa sul piatto dalla famiglia Maramotti corrisponde allo 0,66% dell'aumento di capitale di UniCredit. Senza nuove sottoscrizioni la partecipazione all'aumento sarà dunque parziale e la quota dovrebbe scendere sotto la soglia dell'1%. Nessuna sottoscrizione, invece, per Fondiaria Sai che in passato rappresentava la famiglia Ligresti. Una lieve diluizione dovranno subire anche le Fondazioni che scenderanno intorno al 12%, mentre per la parte araba, a fronte dell'incremento di Aabar, che salirà al 6,5%, scenderanno la Banca centrale libica dal 5% al 2,9% e la Lia dal 2,5% all'1,8 per cento.
Tuttavia, ha assicurato l'amministratore delegato di UniCredit Federico Ghizzoni l'aumento di capitale non dovrebbe cambiare gli azionisti storici di piazza Cordusio che dovrebbero essere «confermati». «Vedremo, una volta terminato il tutto, come sarà la composizione degli azionisti ma – ha sottolineato – mi sembra che gli azionisti storici siano confermati: quindi nessuna particolare sorpresa» nell'azionariato.
Quanto all'esito dell'aumento di capitale, «mi sembra che nel complesso le cose stiano andando bene. C'è un buon interesse sul titolo – ha proseguito Ghizzoni – quindi siamo contenti per quello che fino ad oggi sta succedendo. Abbiamo ancora questa settimana per completare il processo e – ha concluso – siamo soddisfatti per il fatto che c'è una buona risposta sia a livello istituzionale che per il retail». Una prima informativa sull'operazione sarà fornita già oggi quando si riuniranno i comitati strategico, nomine e remunerazione della banca, in agenda come di consueto una settimana prima del consiglio di amministrazione della banca che si terrà il 31 gennaio. I comitati dovrebbero comunque affrontare temi di ordinaria amministrazione.

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