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In un anno completato il taglio dei tribunali

Entro metà settembre 2013 la nuova geografia giudiziaria dovrà essere operativa. Entro la prossima metà di novembre i Comuni possono decidere di investire per scongiurare la chiusura degli uffici dei giudici di pace. Entro la fine dell’anno il ministero della Giustizia dovrà provvedere alla determinazione delle piante organiche. Da ieri sono in vigore i decreti legislativi (nn. 155 e 156) che fissano la nuova architettura dell’amministrazione della giustizia. E parte la corsa contro il tempo per completare la riforma più ambiziosa messa in campo sinora dalla Guardasigilli Paola Severino.
Lo snodo cruciale è rappresentato dalla necessità di completare entro il prossimo settembre lo spostamento di tutto il personale (sia togato sia amministrativo) nelle sedi accorpanti. Nel medesimo arco di tempo dovrà essere completato anche il trasloco delle strutture e del materiale. Con un’avvertenza. Per 5 anni, ma serve un’autorizzazione del ministero della Giustizia, è possibile l’utilizzo degli uffici del tribunale accorpato da parte dell’accorpante.
Complessivamente l’operazione interesserà 31 tribunali e procure che verranno soppresse attraverso accorpante, la cancellazione delle 220 sedi distaccate dei tribunali e l’azzeramento di 667 sedi dei giudici di pace. Quanto a questi ultimi, come prevedeva la stessa legge delega, è previsto che i Comuni entro 60 giorni possano farsi avanti per chiedere la conservazione dell’ufficio dichiarando però la disponibilità a sostenerne i costi.
Con (forse) non casuale coincidenza, l’entrata in vigore della riforma ha coinciso con il ritorno di un forte pressing sul ministro per arrivare a una riconsiderazione della lista delle sedi soppresse. Severino è stata infatti sentita ieri pomeriggio dalla commissione Giustizia del Senato. Obiettivo ufficiale dei senatori, chiedere conto al ministro dei criteri che hanno condotto alla identificazione delle sedi da tagliare; obiettivo ufficioso, sondare il terreno per recuperare da subito alcuni tribunali in via di soppressione.
Severino ha tenuto il punto e sottolineato che alla fine sono stati utilizzati i criteri che la delega stessa aveva autorizzato e che, anzi, se interpretatati in maniera restrittiva, avrebbero permesso la soppressione di 45 tribunale invece dei 31 finali. Sulle sedi distaccate Severino ha ricordato che, dopo 10 anni dalla loro istituzione, si sono rivelate più uno spreco di risorse che un generatore di efficienze. Quanto ai tribunali di nuova costruzione (Chiavari in primis) il ministro si è chiesta perché e come siano stati spesi soldi pubblici quando era evidente che i carichi di lavoro bastavano ampiamente per le sedi già esistenti. Severino ha anche chiarito che dove c’erano 3 procure nello stesso ambito (è il caso di Pinerolo) si è provveduto almeno a una cancellazione e come altre scelte siano state ispirate a logiche di pura razionalità: «che senso ha sostenere la necessità del tribunale di Lucera che sta a 20 chilometri da Foggia: perché dovrebbe combattere la criminalità meglio di Foggia?».

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