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In trincea per le infrastrutture

Saranno le infrastrutture e non più le società a essere protette dal nuovo golden power. Così si chiamerà la vecchia golden share, nella versione che dovrebbe essere approvata oggi dal Consiglio dei ministri. La rincorsa di Telefonica a Telecom insomma dovrebbe permettere di completare finalmente la nuova normativa antiscalata definita dal governo Monti, con il decreto mancante su Tcl, trasporti ed Energia.

Un dpr che però non potrà entrare in vigore prima di qualche mese, perché dopo il primo via libera del Cdm dovrà poi andare al Consiglio di Stato, alle competenti commissioni parlamentari e poi di nuovo in Consiglio dei ministri. Le bozze circolate ieri nell’impianto erano quasi identiche al testo portato in Consiglio da Monti lo scorso marzo, che poi si preferì non approvare perché il governo era dimissionario. Per quanto riguarda le telecomunicazioni, si tutela «la rete e gli impianti» per l’accesso al servizio universale e, secondo una versione del decreto più ampia, anche per i «servizi a banda larga e ultralarga di rete fissa». Diversamente da quanto accade oggi, quindi, non sarà più Telecom a essere protetta dall’azione d’oro, ma il nuovo golden power potrà essere esercitato solo sull’infrastruttura, che è poi quella che il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha spiegato di voler tutelare con lo scorporo. Il dpr indica tra gli «attivi» protetti anche le reti private virtuali in uso dallo Stato per attività legate alla sicurezza, al soccorso alla difesa, alla giustizia, ecc; ma anche le reti di accesso «stabilite mediante servizi di accesso disaggregato all’ingrosso», Per quanto riguarda l’energia sono coperte dai nuovi poteri la rete elettrica nazionale di Terna, quella di Snam, le infrastrutture di approvviggionamento di energia (sempre terna) e gas (Eni) da «Stati non appartenenti alla Ue». Mentre nessun asset di Enel sembrerebbe coperto dalla nuova golden share. Per quanto riguarda i trasporti gli asset individuati sono porti e aeroporti di interesse nazionale e le reti ferroviarie di rilevanza per quelle trans-europee. Infine, sebbene i poteri non si applichino di norma a operazioni infragruppo, bencheé sia previsto comunque un obbligo d notifica per quelle più rilevanti. , questa esclusione «non si applicano in presenza di elementi informativi circa la minaccia di un grave pregiudizio per gli interessi essenpubblici relatitivi alla sicurezza e al funzionamento» degli impianti e delle reti.

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