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In tredici non superano la prova

Sono 13, di cui 4 italiane, le banche dell’Eurozona che non hanno superato l’esame dei bilanci condotto dalla Banca centrale europea e devono raccogliere nei prossimi nove mesi circa 9,5 miliardi di euro di nuovo capitale.
Le quattro italiane sono Monte dei Paschi di Siena, per la quale l’esame ha evidenziato la carenza di capitale più alta di tutte, a 2,11 miliardi di euro, Carige, per 810 milioni di euro e, per importi minori, Popolare di Vicenza e Popolare di Milano. Il presidente del consiglio di vigilanza della Bce, Danièle Nouy, ha detto peraltro, in un’intervista a Sky Tg24, di concordare con la valutazione della Banca d’Italia, secondo cui il sistema italiano è «solido».
L’esame della Bce, che assumerà la vigilanza diretta delle 130 banche più grandi dell’Eurozona il prossimo 4 novembre, mirava a rassicurare i mercati sulla solidità del sistema bancario europeo e sulla sua capacità di fornire i finanziamenti necessari a un’economia reale in piena stagnazione. Il risultato, secondo il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio, rimuove gli ostacoli all’offerta di credito, a patto che si riprenda la domanda. «Ora le banche saranno in una posizione più comoda per rispondere alla domanda e sostenere la ripresa», ha detto, presentando i risultati.
La “valutazione approfondita” della Bce, realizzata negli ultimi dodici mesi e che ha coinvolto le 130 banche di cui l’Eurotower assumerà la vigilanza diretta con un enorme sforzo di analisi in cui sono stati esaminati oltre 40mila dati, si basa sulle cifre al 31 dicembre scorso. A quel punto, erano 25, di cui 9 italiane (le altre sono Veneto Banca, Banco Popolare, Credito Valtellinese, Popolare di Sondrio, Popolare dell’Emilia-Romagna) le banche che non superavano le soglie fissate dalla Bce, con carenze di capitale per 25 miliardi di euro, di cui 9,7 miliardi attribuibili alle banche italiane. Nel corso del 2104, tuttavia, 12 di queste banche hanno aumentato il capitale per 15 miliardi di euro.
Tutti e 25 questi istituti (oltre alle 9 banche italiane, ce ne sono 3 greche, 3 cipriote, 2 slovene, 2 belghe, una ciascuno di Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Austria) dovranno comunque presentare un piano di rientro entro il 10 novembre, nel quale illustreranno gli aumenti di capitale già fatti e altre misure, come dismissioni di attivi e utili non distribuiti, che dovranno essere convalidate dalla Bce.
I 13 tuttora inadempienti dovranno inoltre specificare come intendono riportarsi sopra i valori richiesti con operazioni da realizzarsi nei prossimi nove mesi. Il sistema bancario tedesco, uno di quelli considerati in situazione più critica, è uscito con una sola banca bocciata fra le 25 (la piccola Muenchener Hypoteksbank), ma con una redditività media inferiore alla media europea, e diverse Landesbanken, le banche controllate in parte dai governi regionali, hanno passato l’esame di misura e solo grazie alle garanzie statali. Trentuno banche in tutto hanno passato il test, che richiedeva un capitale sopra l’8% dell’attivo ponderato per il rischio dopo l’esame della qualità dell’attivo (Aqr) e lo stress test di base, e del 5,55 dopo lo stress test “avverso”, ma il loro capitale è rimasto sotto il 10%, considerato dai mercati come una soglia più prudente e potrebbero ritrovarsi sotto pressione nei prossimi mesi per nuovi interventi di rafforzamento patrimoniale.
Il lavoro della Bce, composto appunto di due parti, l’Aqr e lo stress test (con un doppio scenario, di base e avverso, che prevede shock economici e finanziari più severi), ha messo in luce la necessità da parte delle banche europee di intraprendere ulteriori azioni per rafforzarsi. L’Aqr ha portato a una riduzione del valore dell’attivo di 48 miliardi di euro, di cui 12 miliardi di euro attribuiti alle banche italiane. Questo è stato dovuto in gran parte al mancato riconoscimento di prestiti problematici (in ritardo di 90 giorni, deteriorati o inesigibili), che per i 130 istituti dell’Eurozona aumentano di 136 miliardi di euro, a 879 miliardi. La valutazione delle banche dovrà prima o poi essere riportata in linea con quella della Bce e richiederà maggior capitale. Lo stress test, nel caso più negativo, ridurrebbe il capitale delle banche di 263 miliardi di euro, portandolo dal 12,4% all’8,3 percento. L’impatto più significativo sarebbe sulle banche francesi (49 miliardi di euro), seguita dalle italiane (47) e dalle tedesche (46,4).
«Questa revisione senza precedenti delle posizioni delle banche più grandi – ha detto il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio, nel presentare i risultati – aumenterà la fiducia del pubblico nel settore bancario. Identificando problemi e rischi, contribuirà a riparare i bilanci e rendere le banche più robuste. Ciò dovrebbe facilitare più credito in Europa, il che aiuterà la crescita economica». La mancanza di credito, soprattutto alle imprese piccole e medie del Sud Europa, viene considerata una delle cause principali della stagnazione. La ripresa della domanda di credito per ora è modesta, ha riconosciuto Constancio.

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