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In tre anni tariffe dei cellulari giù del 46%

Grazie alle offerte “a pacchetto” le tariffe dei cellulari si sono praticamente dimezzate in tre anni. Secondo un’indagine dell’Università di Tor Vergata commissionata da Asstel (l’associazione delle società delle Tlc), i prezzi del mobile tra il 2011 e il 2013 hanno registrato un calo del 46,7%, flessioni che si traducono in risparmi annui compresi tra i 100 e i 240 euro. Un calo rilevato dall’Istat solo in parte, però: infatti secondo l’istituto di statistica nel biennio 2011-2012 le tariffe si sono invece lievemente apprezzate, più 0,9%. Mentre per il 2013 c’è una sostanziale coincidenza delle due rilevazioni: per entrambe si registra un calo compreso tra il 15 e il 16%.
A determinare la significativa differenza tra i due calcoli, spiega il presidente di Asstel Cesare Avenia, la mancata considerazione, da parte dell’Istat, «delle formule tariffarie innovative, le “opzioni tariffarie”», che se fino a qualche anno fa potevano ancora essere considerate “offerte speciali”, negli ultimi anni sono diventate «parte integrante, duratura e strutturale delle proposte commerciali degli operatori di Tlc». Ne ha preso atto anche l’Istat, ricorda Avenia, che le ha inserite nel paniere dei prezzi a partire dal 2013. Solo che l’Istat nega con forza di aver introdotto la modifica in seguito ai contatti con Asstel: «Le informazioni sui piani tariffari ci sarebbero servite, ma non sono mai arrivate — assicura Federico Polidoro, responsabile dei Servizi di rilevazione prezzi dell’Istituto nazionale di Statistica — Tuttavia, grazie al confronto con l’AgCom, abbiamo capito che il peso delle opzioni era tale da non poter più essere trascurato». Questo non significa però che le opzioni tariffarie possano essere esaustive, precisa Polidoro: «Ipotizzare un consumatore che di mese in mese va a cercare la tariffa più conveniente è una forzatura». Ne conviene in parte anche il coordinatore della ricerca di Tor Vergata, il professor Luigi Accardi, che però osserva che se «c’è una certa inerzia da parte degli utenti a cambiare operatore, c’è però una maggiore disponibilità a cambiare sulla base delle offerte del proprio operatore».
Anche l’Istat rileva comunque un trend ampiamente in calo: meno 35% dal ‘96 a oggi. Sembra farne le spese anche Vodafone Italia, che chiude il trimestre al 31 dicembre 2014 con ricavi da servizi in calo del 7,4% (in miglioramento rispetto al 16,1% e del meno 9,7% dei due trimestri precedenti), a fronte di un dato generale in rialzo, più 0,7% per i ricavi complessivi di Vodafone Group.
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