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In tilt metà dei BlackBerry

di Stefano Carrer

Il terzo giorno di problemi ad alcuni servizi del BlackBerry ha visto una parziale soluzione degli inconvenienti in alcune regioni del mondo e, al contempo, l'estensione dei malfunzionamenti al Nord America. La Research in Motion (Rim) ha annunciato nella tarda serata di ieri che la situazione tornerà alla normalità non prima di oggi pomeriggio in Europa, stamattina negli Stati Uniti.

Comunque un sospiro di sollievo, dopo il trend di rapida perdita di quote di mercato già in corso per il prodotto di punta della società canadese, il che si riflette nel braccio di ferro tra gli investitori sul titolo. Se martedì le azioni della Rim avevano guadagnato oltre il 5% – sulla scommessa che la società dovrà porsi in vendita o comunque affrontare cambiamenti strutturali – ieri si sono indebolite di quasi il 4% anche se il prolungarsi delle disfunzioni avvicina proprio la prospettiva di una rivoluzione del management e della struttura aziendale.

Se la situazione non si normalizzasse, come annunciato, il rischio è che il danno allo società diventi quasi irreversibile: alla rivolta degli azionisti capitanata dalla merchant bank canadese Jaguar Financial – che chiede le dimissioni dei co-ceo Mike Lazaridis e Jim Balsillie e la vendita o lo smembramento del gruppo – potrebbe accompagnarsi il disimpegno degli utenti.Stime di analisti calcolano che i problemi di operatività abbiano colpito circa la metà degli oltre 70 milioni di utenti, per lo più "consumer" ma anche clienti corporate particolamente attenti all'affidabilità dei servizi. Una parte rilevante del business Rim si svolge con le aziende, che potrebbero – secondo un trend già iniziato – consentire ai dipendenti di accedere alla loro rete attraverso gli smartphone o i tablet personali (scelta che, del resto, sarebbe gradita a non pochi utenti e si risolverebbe in un risparmio per le imprese). In ogni caso, gli obiettivi di rilancio delle vendite appaiono sempre più irrealistici, anche alla luce dell'intensificarsi della concorrenza: proprio domani cominciano le vendite dell'iPhone 4S della Apple, che ha già fatto il tutto esaurito di ordinativi.

Dalla Rim è finalmente arrivata una spiegazione, prima con uno scarno comunicato e poi con una conference call: i ritardi nella messaggistica e nella ricerca sul web sono dovuti a un guasto dello "switch core" all'interno dell'infrastruttura di Rim – iniziato lunedì in Europa e da lì propagatosi altrove –, che ha creato una grande mole arretrata di dati. La società ritiene di aver individuato le cause profonde del problema e ha sottolineato che nessuna e-mail andrà perduta, sottolineando di non aver riscontrato alcuna incursione o attività di hacking a suo danno.

Quest'ultima asserzione intende rassicurare sul fatto che non si sia trattato dell'ipotesi peggiore: niente sabotaggi informatici, insomma, in tempi in cui le incursioni degli hacker si moltiplicano e mettono in difficoltà aziende e governi. Da ultimo, ieri la Sony ha bloccato 93mila utenze online della rete PlayStation e di altri suoi network dopo aver riscontrato tentativi di accesso illegale (altri attacchi di quest'anno avevano messo a rischio circa 100 milioni di account Sony).

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