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“In pericolo la sopravvivenza dell’euro”

Allarme del Fmi: la crisi europea si è «intensificata», la ripresa è debole e ora emergono pure incognite «sulla stessa sopravvivenza » di Eurolandia. All’Italia, questi esperti consigliano di tagliare le spese per ridurre le tasse e aiutare la crescita. Anche Angela Merkel non è certa che il progetto europeo funzionerà. «Non è ancora costruito in maniera tale da assicurare che tutto andrà bene. Dobbiamo lavorarci, ma sono ottimista».
Le nubi si addensano anche su quattro tra i maggiori istituti bancari europei, Hsbc, Credit Agricole, Deutsche Bank e Societe Generale. Secondo il
Financial Times sarebbero nel mirino delle autorità di controllo per aver cercato di manipolare il tasso di riferimento, l’Euribor. Europa sempre a rischio, dunque. «In un punto a metà strada, scomodo e insostenibile », nell’analisi del Fmi tutta dedicata agli affanni dei Paesi che
aderiscono alla moneta unica. Per «fermare la caduta della fiducia» — ecco l’obiettivo — ci vuole «una dichiarazione unificata di sostegno da parte dei governi con un chiaro calendario delle decisioni». Bisogna dimostrare «l’inequivocabile impegno dei politici a sostenere la zona euro». Merkel guarda ai Paesi più deboli «che hanno molto lavoro da fare» per riconquistare il bene prezioso della fiducia e «superare la crisi del debito e della competitività». Ammette che l’economia tedesca «va bene se i vicini europei stanno bene ». Intervistata dal sito del suo partito, la Cdu, dichiara: «L’Europa è il nostro futuro. La Germania non perderà le sue caratteristiche in questa unione, dobbiamo farne parte per affrontare le sfide sempre più globali che ci aspettano».
Dichiarazioni d’intenti. Ma anche provvedimenti precisi per uscire dalla crisi. Il Fmi ne abbozza qualcuno. Per esempio: ci vuole «un deciso passo verso una unione più completa». La prima priorità è l’unione bancaria. Sono urgenti misure immediate per la crescita. Vanno realizzati i provvedimenti decisi dal Consiglio Ue di fine giugno. La Bce potrebbe giocare un ruolo maggiore nella crisi del debito attraverso nuovi tagli dei tassi, acquisti di titoli di stato e iniezioni di liquidità. Il suo mandato andrebbe esteso in modo da
consentirle di svolgere funzioni di prestatore di ultima istanza. Tutte ricette viste come il fumo agli occhi dalla Germania e dai paesi nordici dell’euro. Fra i provvedimenti necessari subito vi è pure l’uso flessibile del fondo Esm che deve
poter ricapitalizzare direttamente le banche deboli, altra questione ancora molto controversa nel dibattito politico europeo. I mercati «finanziari restano sotto pressione », avvisa il Fmi in una giornata in cui le Borse chiudono tutte in positivo,
sebbene lo spread rimanga sempre elevato: 481 punti quello italiano, ben 576 lo spagnolo.
Ai paesi euro il Fondo ricorda che la disoccupazione resterà alta, anche se con diseguaglianze enormi tra le diverse aree: si va dal
5,5% della Germania al 24% della Spagna. Alle nazioni più deboli, tra cui l’Italia, non basteranno i prossimi quattro anni per tornare ai livelli di disoccupazione precrisi.
Per il governo Monti vi sono alcune raccomandazioni specifiche. Per esempio, quella di «porsi come obiettivo un surplus strutturale complessivo pari all’1% del Pil come àncora per la nuova regola fiscale» del pareggio di bilancio in Costituzione. Tra le riforme sono ben visti interventi su energia, servizi pubblici locali e ordini professionali per «ridurre il costo del fare impresa e aumentare la concorrenza ». Va limitato il coinvolgimento dello stato nell’economia. Ci vogliono stress test anche per le banche piccole. Nel mercato del lavoro andrebbe ridotto «il dualismo, aumentata la partecipazione e decentralizzato il processo di fissazione dei salari».

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