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In pensione più tardi, si parte dal 2014

di Mario Sensini

ROMA — Pensioni, pubblico impiego, sanità e farmaceutica, costi della politica, revisione della spesa dei ministeri, riforma del patto di stabilità, accelerazione del processo civile. Sono questi i capitoli principali che compongono la manovra triennale da 43 miliardi di euro per la correzione del deficit pubblico, cui se ne aggiungono 4, tra il 2011 (1,8 miliardi) e il 2012, per il finanziamento di alcune spese che non hanno copertura di bilancio, come le missioni di pace all’estero (700 milioni quest’anno, il doppio nel 2012). Rispetto alle indiscrezioni dei giorni scorsi la bozza del testo della manovra presenta qualche novità di rilievo. A cominciare dalla reintroduzione del ticket di 10 euro sulla diagnostica e le visite specialistiche sanitarie a partire dal 2012. La manovra prevede poi l’abbassamento del tetto della spesa farmaceutica, che sarà ridotto dal 13,3 al 12,5%della spesa sanitaria complessiva, anche se il fondo sanitario nazionale crescerà dello 0,5%nel 2012 e dell’ 1,4%nel 2013. Altre novità riguardano le pensioni. L’agganciamento automatico dell’età minima di pensione alle speranze di vita sarà anticipato dal 2015 al 2014, mentre c’è ancora discussione sull’aumento dell’età di pensione delle donne a 65 anni anche nel settore privato. Nella bozza è previsto, ma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, frena. Se ci sarà l’equiparazione con gli uomini, si spiega, avverrà nel lungo periodo e molto, molto gradualmente. Vengono confermate invece le voci sul tetto alle cosiddette pensioni d’oro, mentre arrivano nuove norme che limitano la reversibilità degli assegni a favore del coniuge. Nel pubblico impiego il governo punta al congelamento delle retribuzioni, bloccate dalla manovra dell’anno scorso fino al 2013, per tutto il 2014. Anche per le assunzioni il blocco viene prorogato di un anno, fatta eccezione per la polizia e i vigili del fuoco. Nessun taglio, invece al personale della scuola, con l’organico dei docenti e degli ausiliari confermato anche per il prossimo anno. Per quanto riguarda i ministeri, la bozza della manovra non prevede tagli lineari. In ciascun dicastero verrà avviata una profonda revisione della spesa per superare entro tre anni il principio della spesa storica e arrivare ai fabbisogni standard, esattamente come per gli enti locali con il federalismo. Il che non vuol dire che i ministri possono stare sereni. Intanto, dal 2012, le autorizzazioni di spesa non attuate verranno immediatamente revocate, e non sarà più possibile riportare al nuovo esercizio gli eventuali residui di stanziamento dell’anno precedente. Chi non riuscirà a spendere i soldi del proprio bilancio, potrà dunque dirgli addio. Con la manovra arriva anche la riforma del patto di stabilità interno: i Comuni virtuosi, che hanno soldi in cassa, potranno spenderli se rispettano gli obiettivi di bilancio assegnati. Per il finanziamento del trasporto pubblico locale si ricorrerà anche ad una nuova tassa sull’alta velocità ferroviaria esercitata fuori dal servizio pubblico, ovvero sui servizi della NTV la società di Luca di Montezemolo e Diego Della Valle. La manovra contiene anche le norme per l’accelerazione del processo civile, che passa pure dall’estinzione di tutte le cause pendenti che riguardano le prestazioni dell’Inps (rappresentano circa il 20%dell’arretrato) di valore fino a 500 euro (con soddisfacimento degli istanti). In arrivo anche una profonda riforma della giustizia tributaria, con l’assunzione di quasi mille nuovi giudici per completare l’organico. Sembra invece essere saltata, anche se nella bozza c’è, la norma che abrogava tutte le restrizioni all’accesso o all’esercizio delle libere professioni. La manovra prevede poi un taglio di 3,5 miliardi in 10 anni del Fondo per l’economia di Palazzo Chigi, la devoluzione alla riduzione del debito degli incassi residui delle aste dei certificati di emissione di CO2, il commissariamento e la riforma dell’Anas, del Credito sportivo, la privatizzazione della Croce Rossa, la soppressione della Patrimonio Spa. Per l’Ice è in vista una ristrutturazione con l’assorbimento nelle ambasciate degli uffici all’estero.

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