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In Parlamento la ratifica del patto con San Marino

Un altro passo avanti nel rafforzamento della collaborazione con San Marino e Lussemburgo sul fronte della lotta all’evasione fiscale. Oltre a un copioso pacchetto di direttive, ieri, il Consiglio dei ministri ha approvato infatti su proposta del ministro degli Affari esteri, Emma Bonino, due disegni di legge ad hoc. Il primo per la ratifica e l’esecuzione dell’accordo fra l’Italia e San Marino in materia di collaborazione finanziaria firmato a San Marino il 26 novembre 2009. Il secondo relativo al «Protocollo aggiuntivo e Scambio di lettere recanti modifiche alla Convenzione fra Italia e Lussemburgo intesa a evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e a prevenire la frode e l’evasione fiscale», atti firmati il 21 giugno 2012.
Per quanto riguarda San Marino la ratifica dell’accordo del 2009 sulla cooperazione in materia finanziaria segue il via libera di Palazzo Chigi al Ddl di ratifica della convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e San Marino dell’aprile scorso e licenziato dal Parlamento nel luglio scorso. Questo provvedimento come prevede il protocollo aggiuntivo di marzo 2012 e quello di modifica del giugno scorso, stabilisce il potenziamento dello scambio di informazioni fiscali adeguandolo ai più recenti standard Ocse in materia. Il protocollo di modifica ha anche rivisto la tassazione in materia di redditi di capitale e in particolare i trattamenti convenzionali riservati a dividendi e interessi (rispettivamente articolo 10 e 11 della convenzione), nonché il trattamento riservato a canoni e royalties (articolo 12).
Viene fissato il principio generale della loro «definitiva tassazione nello Stato di residenza del percipiente» e vengono fissate aliquote differenziate a titolo di ritenuta alla fonte. E queste sono pari allo zero per cento dell’ammontare lordo dei dividendi se il beneficiario effettivo è una società (diversa da società di persone): purché questa società abbia detenuto almeno il 10% del capitale della società che paga i dividendi per almeno 12 mesi prima della data della delibera di distribuzione degli stessi. In tutti gli altri casi l’aliquota è del 15 per cento.
Quanto al Lussemburgo che dal 2015 accetterà di condividere informazioni bancarie con i propri vicini, i progressi nel rapporto bilaterale con Roma rientrano in questa strategia di “distensione”. La Convenzione attuale tra i due Stati ha trent’anni. È stata firmata il 3 giugno 1981 ed è in vigore dal 4 febbraio 1983 (ma con effetto dal 1° gennaio 1978), dopo essere stata ratificata in Italia dalla legge 747/82. Il testo attuale non si applica alle società finanziarie lussemburghesi che godono di benefici particolari in virtù delle leggi del Granducato. Non si applica nemmeno ai redditi che un residente in Italia ritrae da società similari. Paletti che dovrebbero essere ora rimossi.

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