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In liquidazione acconto dubbio

Scadenza al 10 dicembre con acconto maggiorato al 102,5% per Ires e Irap delle società di capitali. Questo è il disposto del Dl 281 del 30 novembre 2013 che ha previsto sia la miniproroga sia l’incremento delle percentuali dell’acconto seconda rata. La problematica dell’acconto riguarda anche le società in liquidazione per le quali è necessario eseguire riflessioni particolari. Occorre analizzare, infatti, le conseguenze che derivano dalla situazione di liquidazione considerando che questa è una operazione straordinaria nella quale vi è continuità fiscale della tipologia del soggetto contribuente ( a differenza di quanto avviene nella trasformazione) e non è possibile retrodatare la data di effetto (come invece accade nella fusione o nella scissione). Naturalmente il problema si pone solo per quelle società in liquidazione che hanno prodotto utili da cui deriva un debito d’imposta, il che non sempre si manifesta nella procedura di liquidazione. Le conseguenze ai fini del versamento dell’acconto sono diverse a seconda di quando abbia avuto effetto la liquidazione.
La prima ipotesi da affrontare è rappresentata dalla società di capitali che si trova in liquidazione dal 2013, ad esempio dal 25 agosto. In questa ipotesi l’esercizio 2013 si divide in due periodi d’imposta che vanno dal 1° gennaio al 24 agosto 2013 e dal 25 agosto al 31 dicembre 2013. La società avrà versato la prima rata di acconto Ires/Irap con il saldo del 2012, e tale versamento andrà imputato al primo periodo d’imposta del 2013, quello che si chiude il 24 agosto. Ora si pone il dubbio sull’obbligo di versare la seconda rata di acconto Ires/Irap, commisurato al reddito imponibile 2012. Ciò in quanto l’articolo 17, comma 3, lettera b) del Dpr 435/2001 afferma che la seconda rata dell’acconto, per i soggetti il cui periodo d’imposta non risulta coincidente con l’anno solare, va eseguito entro il termine dell’undicesimo mese dello stesso periodo d’imposta (quest’anno a causa della proroga in realta è il giorno dieci del dodicesimo mese). Tale norma può dare origine a due letture:
il riferimento normativo è rivolto esclusivamente ai soggetti Ires che hanno un periodo a cavallo dell’anno ma comunque di dodici mesi;
il riferimento normativo è generalizzato a tutti i soggetti Ires che non hanno un periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.
È chiaro che se si optasse per la seconda tesi, in presenza di un periodo d’imposta che non coincide con l’anno solare e che non contiene un “undicesimo mese” si potrebbero omettere il versamento della seconda rata di acconto. Infatti, tornando al caso prima segnalato, il periodo d’imposta per il quale andrebbe versata la seconda rata di acconto (1° gennaio-24 agosto 2013) non contiene un undicesimo mese e ciò legittimerebbe l’omissione nel versamento dell’acconto.
In assenza di chiarimenti ufficiali, la tendenza prevalente della prassi operativa, ispirati a criteri di prudenza, è quella di eseguire ugualmente il versamento della seconda rata entro il 10 dicembre 2013, rata che andrà imputata al saldo delle imposte relative sempre al periodo 1 gennaio-24 agosto 2013. Invece l’acconto (prima rata) per il successivo periodo d’imposta che va dal 25 agosto al 31 dicembre 2013 va eseguito entro il 16 del sesto mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta (quindi 16 febbraio 2014), insieme al saldo per primo periodo d’imposta 2013, mentre la seconda rata di acconto non andrà versata perché quel periodo d’imposta prevede un versamento a saldo che scade il 16 giugno 2014.
Analizziamo ora lo scenario del versamento della seconda rata di acconto nel caso in cui l’effetto della liquidazione sia avvenuto nel 2012, per facilità di esempio alla stessa data del 25 agosto. La società avrà eseguito il versamento del saldo del periodo 1° gennaio-24 agosto 2012 entro il 16 febbraio 2013, mentre con il versamento a saldo del secondo periodo, eseguito in luglio 2013 sarà stata versata la prima rata di acconto per 2013 che non è frazionato in due periodi d’imposta. Ora a novembre 2013 si pone l’obbligo di eseguire il versamento della seconda rata di acconto per il 2013, versamento che avverrà ordinariamente sulla base del saldo delle imposta dovute per il secondo periodo d’imposta 2012.
In definitiva da questa analisi emerge che i problemi maggiori nel determinare il versamento dovuto quale seconda rata di acconto si manifestano nell’esercizio in cui ha effetto la messa in liquidazione, mentre nell’esercizio successivo viene ripristinata la ordinaria tempistica delle due rata di giugno/novembre. Naturalmente anche per le società in liquidazione, e forse con più ragioni rispetto alla società in gestione ordinaria, sarà utilizzabile il metodo previsionale con ricalcolo dell’acconto.

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